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Comprendere la salute, con parole semplici

Articoli adattati da contenuti medico-scientifici, pensati per aiutarti a orientarti tra diagnosi, esami e terapie. Leggi l’abstract per capire subito se l’articolo fa per te.

Queste informazioni non sostituiscono il parere del medico. Se hai sintomi importanti o dubbi urgenti, contatta il tuo medico o il Pronto Soccorso.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
21/11/2017

Prognosi a 5 anni dei pazienti ospedalizzati per scompenso cardiaco indipendentemente dalla frazione di eiezione

Lo scompenso cardiaco è una condizione seria che porta spesso a ricoveri ospedalieri e può influire sulla durata e qualità della vita. È importante capire come questa malattia si comporta nel tempo, anche in base a diversi tipi di funzionamento del cuore. Qui spieghiamo cosa significa la prognosi a 5 anni per chi viene ricoverato con questa condizione.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
21/11/2017

L'infarto miocardico posteriore è meno comune ma più pericoloso

L'infarto miocardico è un problema serio che colpisce il cuore. Esistono diversi tipi di infarto a seconda della zona del cuore interessata. Anche se l'infarto che coinvolge la parte posteriore del cuore è meno frequente, è importante sapere che può essere più grave e associato a un rischio maggiore di complicazioni e mortalità.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
20/11/2017

Miglioramenti nella sopravvivenza e nella riduzione dei rischi nei pazienti con infarto NSTEMI negli ultimi 20 anni

Negli ultimi vent'anni, le cure per chi ha avuto un infarto miocardico senza innalzamento del tratto ST (NSTEMI) sono notevolmente migliorate. Questo ha portato a una maggiore sopravvivenza e a una riduzione dei problemi cardiaci a lungo termine. Qui spieghiamo i risultati di uno studio importante condotto in Svezia che ha analizzato questi cambiamenti.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
20/11/2017

L'Evolocumab riduce il rischio di nuovi eventi nei pazienti con grave malattia coronarica

In questa pagina spieghiamo come un farmaco chiamato Evolocumab possa aiutare a ridurre il rischio di problemi cardiaci seri in persone con malattia coronarica grave. Le informazioni si basano su uno studio scientifico importante e sono presentate in modo semplice e chiaro.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
17/11/2017

Edoxaban riduce i sanguinamenti gravi e gli eventi ischemici nei pazienti con fibrillazione atriale e coronaropatia

Questo studio confronta due farmaci usati per prevenire problemi legati alla fibrillazione atriale, una condizione del cuore. L'obiettivo è capire quale farmaco sia più sicuro ed efficace, soprattutto in pazienti che hanno anche problemi alle arterie coronarie.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
17/11/2017

Chirurgia bariatrica e controllo della pressione arteriosa nei pazienti obesi e ipertesi

La chirurgia bariatrica, un intervento per ridurre il peso corporeo, può aiutare a migliorare la pressione arteriosa in persone con obesità e ipertensione. Uno studio ha confrontato i risultati di questa chirurgia con la sola terapia medica, mostrando effetti positivi importanti.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
15/11/2017

Studio BRUISE CONTROL-2: Continuare i nuovi anticoagulanti orali non riduce gli ematomi dopo interventi cardiaci

Questo studio ha esaminato se interrompere o continuare i nuovi anticoagulanti orali (NOAC) durante un intervento cardiaco influisce sulla comparsa di ematomi, cioè raccolte di sangue sotto la pelle. I risultati aiutano a capire come gestire questi farmaci in sicurezza durante gli interventi.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
15/11/2017

La misurazione della pressione arteriosa da personale sanitario non migliora l’identificazione dell’ipertensione

Questo testo spiega uno studio importante che ha analizzato come la pressione arteriosa (PA) viene misurata e se la presenza del personale sanitario durante la misurazione influisce sui risultati. I dati mostrano che non è tanto la presenza del medico o infermiere a fare la differenza, ma il modo corretto di misurare la pressione, con attenzione al riposo e alla tecnica.

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