Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori svedesi ha analizzato quasi tutti i pazienti con infarto NSTEMI registrati in Svezia tra il 1994 e il 2014, per capire come sono cambiate le cure e i risultati nel tempo. Lo studio ha incluso oltre 200.000 persone ed è stato basato su un registro nazionale chiamato SWEDEHEART.
Cosa è cambiato nei trattamenti
Nel corso degli anni, i medici hanno iniziato a usare sempre più spesso nuovi trattamenti basati su solide prove scientifiche. Questi includono procedure per migliorare il flusso di sangue al cuore e farmaci efficaci prescritti al momento della dimissione dall'ospedale.
Risultati a lungo termine
- La mortalità a un anno dopo l'infarto è diminuita significativamente, passando da circa 5,5 decessi ogni 100 persone nel 1995/96 a circa 3 decessi ogni 100 persone nel 2013/14.
- Il rischio di nuovi eventi cardiaci e di insufficienza cardiaca si è ridotto in modo importante.
- Questi miglioramenti sono stati collegati all'uso più diffuso dei nuovi trattamenti e farmaci.
Come sono stati analizzati i dati
I ricercatori hanno confrontato gruppi di pazienti in periodi di due anni, tenendo conto delle differenze nelle caratteristiche di base. Hanno così potuto vedere che la diminuzione del rischio di morte o di nuovi infarti è stata costante nel tempo. Quando hanno considerato l’effetto delle procedure coronariche e dei farmaci, la riduzione del rischio è risultata strettamente legata a questi cambiamenti nelle cure.
In conclusione
Negli ultimi 20 anni, grazie all’introduzione di nuovi trattamenti e farmaci, la sopravvivenza a lungo termine delle persone con infarto NSTEMI è notevolmente migliorata. Inoltre, il rischio di nuovi problemi cardiaci si è ridotto in modo significativo, dimostrando l’importanza di seguire le cure basate sulle evidenze scientifiche.