Che cosa ha studiato il BRUISE CONTROL-2
Il trial ha confrontato due strategie nei pazienti con rischio moderato o alto di tromboembolismo che dovevano sottoporsi a un intervento cardiaco:
- continuare la terapia con i nuovi anticoagulanti orali (dabigatran, rivaroxaban o apixaban),
- interrompere temporaneamente questi farmaci prima dell’intervento.
Risultati principali
La percentuale di ematomi clinicamente rilevanti è stata la stessa (2,1%) in entrambi i gruppi. Non ci sono state differenze nemmeno negli altri eventi studiati, come ictus o attacchi ischemici transitori (TIA).
Cosa significa per i pazienti e i medici
- Interrompere i nuovi anticoagulanti orali prima di un intervento non riduce il rischio di ematomi.
- La scelta di continuare o sospendere il trattamento dovrebbe basarsi sul quadro clinico specifico di ogni paziente.
- Interrompere questi farmaci può aumentare il rischio di eventi tromboembolici, cioè la formazione di coaguli che possono causare problemi seri come ictus.
- Gli ematomi possono richiedere una sospensione più lunga della terapia, aumentando ulteriormente il rischio di coaguli.
Informazioni aggiuntive
Il trial è stato interrotto prima del previsto perché i risultati preliminari su 590 pazienti non mostravano differenze significative tra le due strategie. La bassa incidenza di ematomi è una buona notizia, perché questa complicazione è importante da evitare.
Il medico David H Birnie ha sottolineato che in alcune situazioni specifiche, come nei pazienti con blocco cardiaco completo o in quelli con stimolazione temporanea instabile, potrebbe essere preferibile continuare la terapia con i nuovi anticoagulanti.
In conclusione
Questo studio mostra che non sospendere i nuovi anticoagulanti orali prima di un intervento cardiaco non aumenta il rischio di ematomi. La decisione su come gestire questi farmaci deve essere personalizzata, considerando i rischi di sanguinamento e di coaguli per ogni paziente.