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Comprendere la salute, con parole semplici

Articoli adattati da contenuti medico-scientifici, pensati per aiutarti a orientarti tra diagnosi, esami e terapie. Leggi l’abstract per capire subito se l’articolo fa per te.

Queste informazioni non sostituiscono il parere del medico. Se hai sintomi importanti o dubbi urgenti, contatta il tuo medico o il Pronto Soccorso.

Stai visualizzando risultati filtrati · tag: Ipotermia
Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone
28/07/2021

L'ipotermia dopo arresto cardiaco: migliora davvero la prognosi?

Dopo un arresto cardiaco, mantenere sotto controllo la temperatura del corpo è importante per proteggere il cervello. Questo testo spiega i risultati di uno studio recente che confronta due modi di gestire la temperatura nei pazienti in coma dopo un arresto cardiaco avvenuto fuori dall'ospedale.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
16/11/2018

Raffreddamento precoce durante arresto cardiaco migliora la sopravvivenza senza danni neurologici

Uno studio recente ha valutato se raffreddare il corpo durante un arresto cardiaco può aiutare a migliorare la sopravvivenza e la salute del cervello. Questo metodo è stato confrontato con il trattamento standard per capire se può portare a risultati migliori per i pazienti.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella
23/11/2015

Utilità dell’ipotermia terapeutica dopo arresto cardiaco con ritmi non defibrillabili

L’ipotermia terapeutica è un trattamento che può aiutare a proteggere il cervello dopo un arresto cardiaco. Questo testo spiega come questo trattamento possa essere utile anche in pazienti con particolari tipi di ritmo cardiaco iniziale, chiamati non defibrillabili, e come possa migliorare la sopravvivenza e la salute neurologica.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
10/11/2015

Il punteggio C-GRApH aiuta a valutare i danni neurologici dopo un arresto cardiaco fuori dall’ospedale

Quando una persona subisce un arresto cardiaco fuori dall’ospedale, le possibilità di sopravvivenza sono basse, soprattutto a causa dei danni al cervello. Un nuovo sistema chiamato punteggio C-GRApH può aiutare i medici a capire presto il rischio di danni neurologici, usando informazioni raccolte subito all’arrivo in ospedale.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno
18/05/2015

L'enolasi neurone specifica come indicatore di prognosi dopo arresto cardiaco e ipotermia

Dopo un arresto cardiaco avvenuto fuori dall'ospedale, è importante capire come potrà evolvere la salute del cervello. Un esame del sangue chiamato enolasi neurone specifica può aiutare a prevedere il recupero neurologico. Questo è valido anche quando si applica un trattamento con temperature più basse per proteggere il cervello.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier
23/06/2014

Sicurezza dell’ipotermia terapeutica dopo arresto cardiaco con impianto di stent

Dopo un arresto cardiaco, alcuni pazienti ricevono un trattamento chiamato ipotermia terapeutica insieme a un intervento per aprire le arterie del cuore. Questo studio ha valutato se questa combinazione aumenta il rischio di problemi con gli stent, piccoli dispositivi usati per mantenere aperte le arterie.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo
27/05/2014

Arresto cardiaco extraospedaliero e ipotermia terapeutica: qual è la temperatura ideale?

Dopo un arresto cardiaco avvenuto fuori dall'ospedale, molte persone che non riprendono subito conoscenza rischiano gravi problemi o la morte. Per aiutare questi pazienti, si usa una tecnica chiamata ipotermia terapeutica, che consiste nel raffreddare il corpo a una temperatura controllata. Questo testo spiega quale temperatura potrebbe essere più efficace per migliorare la sal…

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo
09/05/2014

Arresto cardiaco extraospedaliero e ipotermia terapeutica: quale temperatura è più efficace?

Dopo un arresto cardiaco avvenuto fuori dall'ospedale, molti pazienti che non riprendono subito conoscenza rischiano gravi danni al cervello o la morte. Per cercare di migliorare la loro situazione, si usa una tecnica chiamata ipotermia terapeutica, cioè abbassare la temperatura corporea. Tuttavia, non è chiaro quale sia la temperatura più adatta per ottenere i migliori risulta…

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari
08/01/2014

Ipotermia preospedaliera nell'arresto cardiaco e conseguenze neurologiche

L'ipotermia, cioè il raffreddamento controllato del corpo, è una tecnica usata per aiutare le persone che hanno avuto un arresto cardiaco. Questo studio ha valutato se iniziare il raffreddamento prima dell'arrivo in ospedale possa migliorare la sopravvivenza e la salute del cervello dopo l'arresto cardiaco.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Annalisa Mongiardo
22/12/2013

Abbassare la temperatura a 33°C dopo un arresto cardiaco non è più efficace di 36°C

Dopo un arresto cardiaco, è importante aiutare il corpo a recuperare nel modo migliore possibile. Uno dei trattamenti usati è il raffreddamento controllato del corpo, chiamato ipotermia terapeutica, per proteggere il cervello. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato due livelli di raffreddamento per capire quale sia più utile.

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