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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/11/2018 Lettura: ~2 min

Raffreddamento precoce durante arresto cardiaco migliora la sopravvivenza senza danni neurologici

Fonte
AHA 2018 scientific session, Chicago - USA.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha valutato se raffreddare il corpo durante un arresto cardiaco può aiutare a migliorare la sopravvivenza e la salute del cervello. Questo metodo è stato confrontato con il trattamento standard per capire se può portare a risultati migliori per i pazienti.

Che cosa significa il raffreddamento durante l'arresto cardiaco

Il raffreddamento terapeutico, chiamato anche ipotermia terapeutica, è una tecnica che abbassa la temperatura del corpo per proteggere il cervello dopo un arresto cardiaco. Questo processo può aiutare a migliorare la possibilità di sopravvivere senza danni neurologici, cioè senza problemi di memoria, movimento o altre funzioni mentali.

Come è stato condotto lo studio

I ricercatori hanno testato un metodo di raffreddamento che si avvia durante l'arresto cardiaco, prima che il cuore ricominci a battere normalmente. Questo raffreddamento avviene attraverso il naso, usando un sistema che fa evaporare un liquido freddo per abbassare la temperatura del cervello.

Lo studio ha coinvolto 677 pazienti con arresto cardiaco fuori dall'ospedale, assistiti da persone presenti sul posto. I pazienti sono stati divisi casualmente in due gruppi:

  • un gruppo ha ricevuto il raffreddamento trans-nasale durante l'arresto cardiaco;
  • l'altro gruppo ha ricevuto il trattamento standard senza raffreddamento precoce.

Tutti i pazienti che sono arrivati vivi in ospedale hanno poi ricevuto un trattamento di raffreddamento del corpo a 32-34 °C per 24 ore.

I risultati principali

Tra i pazienti ricoverati vivi, la percentuale di sopravvivenza con una buona salute del cervello (valutata con una scala chiamata CPC, dove 1-2 indica un buon risultato) dopo 90 giorni è stata:

  • 16,6% nel gruppo con raffreddamento precoce;
  • 13,5% nel gruppo con terapia standard.

Anche se la differenza non è risultata statisticamente significativa, i ricercatori hanno notato un miglioramento clinico importante.

Un beneficio maggiore per alcuni pazienti

Il raffreddamento precoce ha mostrato un effetto particolarmente positivo nei pazienti con un tipo specifico di arresto cardiaco chiamato fibrillazione ventricolare. In questo gruppo, la percentuale di recupero neurologico completo è stata:

  • 33% con raffreddamento precoce;
  • 20% con terapia standard.

Questo suggerisce che iniziare il raffreddamento il prima possibile può migliorare significativamente la salute del cervello dopo l'arresto cardiaco.

In conclusione

Lo studio indica che il raffreddamento iniziato durante l'arresto cardiaco, prima del ritorno del battito cardiaco, può aumentare la probabilità di sopravvivere con una buona funzione cerebrale. Il beneficio è particolarmente evidente nei pazienti con fibrillazione ventricolare. Sebbene i risultati non siano ancora definitivi, questa tecnica rappresenta una promettente strategia per migliorare gli esiti dopo un arresto cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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