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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/01/2014 Lettura: ~2 min

Ipotermia preospedaliera nell'arresto cardiaco e conseguenze neurologiche

Fonte
JAMA 2014; 311 (1): 45-52

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'ipotermia, cioè il raffreddamento controllato del corpo, è una tecnica usata per aiutare le persone che hanno avuto un arresto cardiaco. Questo studio ha valutato se iniziare il raffreddamento prima dell'arrivo in ospedale possa migliorare la sopravvivenza e la salute del cervello dopo l'arresto cardiaco.

Che cos'è l'ipotermia preospedaliera

L'ipotermia preospedaliera consiste nel ridurre la temperatura corporea subito dopo il ritorno del battito cardiaco, prima che il paziente arrivi in ospedale. In questo studio, si è cercato di raggiungere una temperatura di circa 34° C usando una soluzione salina molto fredda (a 4° C) infusa nel corpo.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 1.359 adulti che avevano avuto un arresto cardiaco fuori dall'ospedale. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto le cure standard, l'altro ha ricevuto anche il raffreddamento precoce con la soluzione fredda.

I pazienti erano di due tipi:

  • Con fibrillazione ventricolare (VF), un tipo di ritmo cardiaco irregolare grave.
  • Senza fibrillazione ventricolare.

Risultati principali

  • Il raffreddamento precoce ha abbassato la temperatura interna di circa 1,2-1,3° C e ha permesso di raggiungere più rapidamente la temperatura desiderata rispetto al gruppo senza raffreddamento.
  • Tuttavia, la percentuale di pazienti che sono sopravvissuti fino alla dimissione dall'ospedale è stata simile tra chi ha ricevuto il raffreddamento precoce e chi no, sia nel gruppo con VF che in quello senza VF.
  • Anche la salute neurologica, cioè la capacità del cervello di funzionare bene dopo l'arresto cardiaco, non è risultata migliorata con il raffreddamento precoce.

Cosa significa questo per i pazienti

Secondo questo studio, iniziare il raffreddamento del corpo prima dell'arrivo in ospedale non sembra aumentare la possibilità di sopravvivenza o migliorare la salute del cervello dopo un arresto cardiaco, sia nei pazienti con fibrillazione ventricolare sia in quelli senza.

In conclusione

L'ipotermia preospedaliera, cioè il raffreddamento iniziato subito dopo il ritorno del battito cardiaco e prima dell'arrivo in ospedale, riduce la temperatura più rapidamente ma non migliora la sopravvivenza o lo stato neurologico dei pazienti che hanno avuto un arresto cardiaco. Questo risultato è importante per capire come ottimizzare le cure in queste situazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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