Che cosa significa ipotermia e normotermia
Ipotermia significa abbassare la temperatura corporea a circa 33°C per cercare di proteggere il cervello dopo un arresto cardiaco. Normotermia significa mantenere la temperatura normale del corpo, circa 36-37°C, e trattare la febbre se compare.
Lo studio TTM2
Uno studio chiamato TTM2 ha coinvolto 1900 pazienti in coma dopo un arresto cardiaco fuori dall'ospedale. I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- Un gruppo ha ricevuto l'ipotermia a 33°C, seguita da un riscaldamento controllato.
- L'altro gruppo ha mantenuto la normotermia e ha ricevuto cure per abbassare la febbre se necessario.
Risultati principali
Dopo 6 mesi, i risultati sono stati simili tra i due gruppi:
- Il numero di pazienti deceduti era quasi uguale (465 su 925 nel gruppo ipotermia, 446 su 925 nel gruppo normotermia).
- La valutazione della funzione cerebrale mostrava che circa il 55% dei pazienti di entrambi i gruppi aveva disabilità moderate o gravi.
- Non c'erano differenze significative nei risultati tra diversi sottogruppi di pazienti, come età o tipo di ritmo cardiaco iniziale.
Eventi avversi
Un problema più frequente nel gruppo con ipotermia era la comparsa di aritmie (battiti cardiaci irregolari) che influivano negativamente sulla circolazione del sangue (24% contro 17%). Gli altri effetti collaterali erano simili nei due gruppi.
Interpretazione dei risultati
Questi dati suggeriscono che, nei pazienti in coma dopo un arresto cardiaco rianimato fuori dall'ospedale, l'ipotermia a 33°C non riduce la mortalità rispetto al mantenimento della temperatura normale e al trattamento della febbre.
In conclusione
Lo studio più recente indica che abbassare la temperatura corporea a 33°C non migliora la sopravvivenza o la funzione cerebrale rispetto al mantenimento della temperatura normale con controllo della febbre nei pazienti in coma dopo arresto cardiaco fuori dall'ospedale. Questo aiuta a capire meglio come gestire la temperatura in queste situazioni delicate.