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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/11/2014 Lettura: ~2 min

Un nuovo indicatore aiuta a capire il rischio di sanguinamenti e mortalità in pazienti con fibrillazione atriale

Fonte
New England Medical Journal November 4, 2014 | Mark S. Link, MD Reviewing: Circulation 2014 Oct 7.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Abstract

La fibrillazione atriale è una condizione del cuore che può aumentare il rischio di problemi seri come ictus e sanguinamenti. Recentemente, è stato studiato un nuovo indicatore nel sangue che può aiutare a valutare meglio questi rischi e la possibilità di morte in queste persone. Qui spieghiamo cosa significa questo nuovo indicatore e come può essere utile.

Che cos'è la fibrillazione atriale e i rischi associati

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può portare a un rischio più alto di ictus (quando il sangue non arriva bene al cervello) e di mortalità (rischio di morte).

Come si valutano i rischi oggi

I medici usano diverse informazioni cliniche per stimare il rischio di ictus, sanguinamenti e morte nei pazienti con fibrillazione atriale. Negli ultimi anni, sono stati studiati alcuni biomarcatori, cioè sostanze nel sangue che possono indicare lo stato di salute del cuore, per capire meglio questi rischi. Tra questi ci sono:

  • Troponina cardiaca I: un indicatore di danno al muscolo cardiaco.
  • NT-proBNP: una sostanza legata allo stress del cuore.
  • Cistatina-C: un indicatore della funzione renale e dello stress cellulare.

Il nuovo biomarcatore GDF-15

Uno studio su quasi 15.000 pazienti con fibrillazione atriale ha esaminato un nuovo biomarcatore chiamato GDF-15 (fattore di crescita e differenziazione 15). Questo indicatore è legato a infiammazione e stress ossidativo, che sono segnali di danni o stress nel corpo.

I livelli di GDF-15 risultano più alti in persone con:

  • età avanzata
  • diabete
  • abitudine al fumo
  • storia di anemia (basso numero di globuli rossi)

Cosa significa avere livelli diversi di GDF-15

Chi aveva livelli più bassi di GDF-15 aveva un rischio minore di:

  • ictus o embolia sistemica (2,03% contro 0,90% all'anno)
  • sanguinamenti importanti (4,53% contro 1,22% all'anno)
  • morte (7,19% contro 1,34% all'anno)

Questo suggerisce che il GDF-15 può aiutare a identificare chi ha un rischio più alto o più basso di questi eventi.

Limiti del biomarcatore GDF-15

Quando i ricercatori hanno considerato anche gli altri biomarcatori (troponina, NT-proBNP e cistatina-C), il GDF-15 non era più utile per prevedere il rischio di ictus. Questo significa che, per l'ictus, gli altri indicatori sono più affidabili.

In conclusione

Il biomarcatore GDF-15 è un nuovo indicatore nel sangue che riflette infiammazione e stress nel corpo. Nei pazienti con fibrillazione atriale, livelli più alti di GDF-15 sono legati a un rischio maggiore di sanguinamenti importanti e di morte. Tuttavia, per prevedere il rischio di ictus, altri biomarcatori sono più utili. Questi risultati aiutano i medici a capire meglio la salute dei pazienti e a valutare i rischi in modo più completo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella
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