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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/02/2026 Lettura: ~3 min

La doppia antiaggregazione dopo angioplastica: cosa ci insegna lo studio STOPDAPT-3

Fonte
Studio STOPDAPT-3 pubblicato su Circulation e European Heart Journal nel 2024-2025, con analisi su pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica e confronto tra terapie antiaggreganti.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 27/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Italia e possono colpire anche persone apparentemente sane. La prevenzione è fondamentale, specialmente quella secondaria, che si rivolge a chi ha già avuto problemi cardiaci. Uno dei trattamenti più usati è l'assunzione di acido acetilsalicilico (ASA) a basso dosaggio per evitare nuovi eventi. Lo studio STOPDAPT-3 ha analizzato l'efficacia e la sicurezza di diverse terapie antiaggreganti dopo un intervento di angioplastica, fornendo indicazioni importanti per la cura dei pazienti.

Che cosa significa prevenzione secondaria nelle malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono molto comuni e possono colpire anche persone senza sintomi evidenti. La prevenzione secondaria si applica a chi ha già avuto un evento cardiaco o ha un alto rischio di averlo. Questa prevenzione cerca di ridurre sia i fattori di rischio misurabili, come la pressione alta o il colesterolo, sia quelli meno evidenti ma comunque dannosi.

Il ruolo delle piastrine e dell'acido acetilsalicilico (ASA)

Le piastrine sono cellule del sangue che possono formare aggregati e causare problemi nelle arterie. Per questo, si usa spesso l'ASA a basso dosaggio come antiaggregante per prevenire eventi come infarti o ictus. Questo trattamento è raccomandato da anni nelle linee guida per la prevenzione secondaria.

Doppia terapia antiaggregante (DAPT) e le incertezze sulla sua durata

La doppia terapia antiaggregante (DAPT) consiste nell'assumere ASA insieme a un altro farmaco che blocca le piastrine (inibitore P2Y12) dopo un intervento di angioplastica con stent. Le linee guida attuali suggeriscono di mantenere questa terapia per diversi mesi, ma il rischio di sanguinamento rende difficile stabilire la durata ideale. Alcuni studi hanno valutato durate più brevi, ma non ci sono ancora certezze complete.

Lo studio STOPDAPT-3: obiettivi e risultati principali

Lo studio giapponese STOPDAPT-3 ha confrontato due strategie dopo l'impianto di uno stent medicato con everolimus:

  • Monoterapia con un inibitore P2Y12 senza ASA
  • DAPT tradizionale con ASA e inibitore P2Y12

Lo scopo era vedere se evitare l'ASA riducesse il rischio di sanguinamenti gravi senza aumentare le complicanze cardiovascolari.

I risultati dopo 1 mese, su quasi 6.000 pazienti, hanno mostrato che la monoterapia senza ASA non offriva vantaggi né in termini di sanguinamenti maggiori né di eventi cardiovascolari rispetto alla DAPT tradizionale.

Valutazioni a lungo termine e confronto tra ASA e clopidogrel

Dopo il primo mese, lo studio ha previsto di sostituire la DAPT con monoterapia: ASA da un lato e clopidogrel dall'altro. Dopo 1 anno, i due farmaci hanno mostrato efficacia e sicurezza simili.

Analisi nei pazienti con angioplastica complessa

Un'analisi specifica ha considerato pazienti con interventi più complicati, definiti da criteri come l'impianto di più stent o lesioni particolarmente estese. In questi casi, l'ASA a basso dosaggio si è dimostrato più efficace nel prevenire eventi cardiovascolari rispetto al clopidogrel, senza aumentare il rischio di sanguinamenti.

Implicazioni pratiche dello studio STOPDAPT-3

  • Dopo un'angioplastica con stent medicato, la doppia terapia antiaggregante che include sempre ASA a basso dosaggio rimane il trattamento consigliato.
  • Nel lungo periodo, ASA e clopidogrel sono equivalenti come monoterapia in termini di efficacia e sicurezza.
  • Nei pazienti con interventi complessi, ASA potrebbe offrire un vantaggio in termini di protezione cardiovascolare.

Ulteriori benefici dell'ASA

L'ASA a basso dosaggio è efficace e sicura anche in gruppi di pazienti più fragili o con altre condizioni, come bronchite cronica, asma, vasculopatia periferica, anziani, diabetici e donne. Inoltre, studi recenti suggeriscono un possibile ruolo protettivo dell'ASA anche nella prevenzione di alcuni tipi di tumore, come il cancro del colon-retto.

In conclusione

Lo studio STOPDAPT-3 conferma l'importanza dell'acido acetilsalicilico a basso dosaggio nella prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari, soprattutto dopo un intervento di angioplastica con stent medicato. La doppia terapia antiaggregante rimane la scelta migliore nel breve termine, mentre nel lungo periodo ASA e clopidogrel sono simili come trattamento. Nei casi di angioplastica complessa, l'ASA può offrire un beneficio aggiuntivo. Questi dati supportano un uso più ampio e consapevole dell'ASA nella pratica clinica per proteggere il cuore e i vasi sanguigni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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