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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/02/2026 Lettura: ~3 min

Riduzione del rischio cardiovascolare residuo

Fonte
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Autore articolo originale:👨‍⚕️ Pasquale Perrone Filardi Aggiornato il 25/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo e in Italia. Anche con trattamenti efficaci per controllare i fattori di rischio, come il colesterolo alto, resta un rischio residuo di eventi cardiaci. In questo testo spieghiamo cosa significa questo rischio residuo e quali sono le nuove strategie per affrontarlo in modo più completo e personalizzato.

Che cosa sono le malattie cardiovascolari e il rischio residuo?

Le malattie cardiovascolari (CVD) sono problemi di salute che riguardano il cuore e i vasi sanguigni, spesso causati da un accumulo di grassi nelle arterie chiamato aterosclerosi. Queste malattie sono la prima causa di morte in Italia e nel mondo. Molte persone hanno fattori di rischio come il colesterolo alto, che contribuiscono allo sviluppo di queste malattie.

Il ruolo del colesterolo e dei trattamenti attuali

Il colesterolo LDL (spesso chiamato "colesterolo cattivo") è un importante fattore di rischio. Negli ultimi decenni, abbassare il colesterolo LDL con farmaci chiamati statine è diventato il modo principale per prevenire eventi cardiaci come infarti e ictus. Questi trattamenti hanno ridotto significativamente il numero di problemi cardiaci, ma non li hanno eliminati del tutto.

Cos’è il rischio cardiovascolare residuo?

Il rischio residuo è la probabilità di avere ancora eventi cardiaci gravi (come infarti o ictus) anche quando i principali fattori di rischio, come il colesterolo LDL, sono ben controllati con le terapie. Questo succede perché ci sono altri meccanismi e fattori che contribuiscono alla malattia e che non vengono completamente gestiti dai trattamenti attuali.

Altri fattori importanti nel rischio residuo

  • Ipertrigliceridemia: livelli elevati di trigliceridi, un altro tipo di grasso nel sangue, sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare residuo.
  • Infiammazione: l’infiammazione nel corpo può favorire la formazione e la rottura delle placche nelle arterie, aumentando il rischio di eventi cardiaci.
  • Lipoproteina (a) e remnant cholesterol: particolari tipi di grassi e proteine nel sangue che possono contribuire alla malattia aterosclerotica.

Nuove strategie per ridurre il rischio residuo

Studi recenti hanno mostrato che aggiungere trattamenti specifici può aiutare a ridurre ulteriormente il rischio:

  • Estere etilico dell’acido eicosapentaenoico (EPA): un tipo di omega-3 che, in pazienti con trigliceridi elevati, ha dimostrato di ridurre eventi come infarti e ictus, oltre a migliorare la salute del cuore.
  • Colchicina a basse dosi: un farmaco anti-infiammatorio che ha mostrato benefici nel ridurre eventi cardiovascolari in pazienti con malattia coronarica.
  • Controllo dell’infiammazione: farmaci che agiscono sull’infiammazione possono contribuire a ridurre il rischio, anche se alcuni, come il canakinumab, non sono ancora ampiamente usati per motivi di sicurezza e costo.

Importanza della personalizzazione delle cure

Il rischio residuo deriva dall’interazione di diversi fattori e meccanismi. Per questo motivo, la medicina moderna punta a una cardiologia di precisione, cioè a identificare le caratteristiche specifiche di ogni persona per offrire un trattamento più mirato e completo.

In conclusione

Nonostante i progressi nel trattamento del colesterolo alto, molte persone con malattie cardiovascolari rimangono a rischio di nuovi eventi. Questo rischio residuo è legato a fattori come i trigliceridi elevati e l’infiammazione, che richiedono ulteriori strategie terapeutiche. La ricerca continua a sviluppare nuovi approcci per migliorare la prevenzione e la cura, puntando a trattamenti personalizzati che considerino tutti i meccanismi coinvolti nella malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Pasquale Perrone Filardi

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