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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/03/2014 Lettura: ~3 min

Bradiaritmie fetali: un aiuto dall’ecocardiografia

Fonte
G ITAL CARDIOL | VOL 14 | SUPPL 1 AL N 10 2013.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L’ecocardiografia fetale è un esame importante che permette di studiare il cuore del bambino prima della nascita, sia nella sua struttura sia nel suo funzionamento. Questo strumento aiuta anche a controllare il ritmo del cuore e a identificare eventuali problemi come le bradiaritmie, cioè battiti cardiaci più lenti del normale. In questo testo spieghiamo come l’ecocardiografia può aiutare nella diagnosi e nel monitoraggio di queste condizioni, fornendo informazioni utili per la gestione della gravidanza.

Che cosa è l’ecocardiografia fetale

L’ecocardiografia fetale è un esame che usa gli ultrasuoni per osservare il cuore del feto. Permette di vedere sia la forma del cuore che come funziona. Inoltre, con tecniche chiamate M-mode e Doppler pulsato, è possibile valutare il ritmo cardiaco, cioè la frequenza e la regolarità dei battiti.

Lo studio delle bradiaritmie fetali

Le bradiaritmie sono rallentamenti del battito cardiaco del feto. Questo studio ha analizzato quante volte queste condizioni sono state diagnosticate usando l’ecocardiografia e qual è stato l’andamento nei casi di blocco atrioventricolare (BAV), un tipo di bradiaritmia importante.

I dati raccolti

  • Tra il 2001 e il 2012 sono state fatte 7.569 ecocardiografie fetali.
  • Il 10,5% di queste (796 esami) è stato eseguito per controllare la presenza di bradiaritmie.
  • Le motivazioni per lo screening includevano condizioni della madre, come la presenza di anticorpi autoimmuni (SSA+), o sospetti legati al feto.

Risultati principali

  • In 93 esami su 71 feti sono state trovate bradiaritmie o altre anomalie del ritmo.
  • Di questi, 24 casi (3%) avevano un blocco atrioventricolare (BAV).
  • Altri casi includevano extrasistoli isolate (battiti extra) in 37 feti (4,6%) e bradicardia sinusale (battito lento ma regolare) in 10 feti (1,2%).
  • La maggior parte dei feti (91,2%) aveva un ritmo cardiaco normale.

Il blocco atrioventricolare (BAV) e la sua gestione

Il BAV è stato diagnosticato in media alla 26ª settimana di gravidanza, con un minimo alla 20ª settimana. Tra i 24 feti con BAV:

  • 3 gravidanze sono state interrotte volontariamente.
  • 1 feto è deceduto in utero alla 21ª settimana.
  • 19 bambini sono nati vivi; di questi, 5 hanno avuto bisogno di un pacemaker subito dopo la nascita.
  • Nonostante il pacemaker, 2 di questi 5 bambini sono deceduti nel periodo neonatale.

Trattamenti sperimentati

Dal 2009, 8 feti con BAV e madri con anticorpi SSA+ hanno ricevuto un trattamento durante la gravidanza che comprende:

  • Desametasone (un tipo di cortisone) 4 mg al giorno.
  • Plasmaferesi (procedura per pulire il sangue della madre).
  • Immunoglobuline endovenose ogni 15 giorni (sostanze che aiutano il sistema immunitario).

In 3 casi con BAV di tipo II, il ritmo cardiaco è migliorato. Negli altri 5 casi, il ritmo è rimasto stabile e non si è sviluppata una malattia del muscolo cardiaco (miocardiopatia).

Quando è più importante il controllo

Il periodo tra la 18ª e la 26ª settimana di gravidanza è quello a maggior rischio per lo sviluppo del BAV nei feti di madri con anticorpi SSA+. Per questo motivo, è importante un monitoraggio attento in questo intervallo per individuare precocemente eventuali problemi.

In conclusione

L’ecocardiografia fetale è uno strumento utile per diagnosticare le bradiaritmie, in particolare il blocco atrioventricolare, che si verifica nel 3% delle gravidanze sottoposte a screening specifico. La diagnosi precoce permette di iniziare trattamenti che possono migliorare la prognosi del feto, soprattutto nei casi legati a malattie autoimmuni materne. Un controllo attento tra la 18ª e la 26ª settimana di gravidanza è fondamentale per intervenire tempestivamente e migliorare gli esiti per il bambino.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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