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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/02/2014 Lettura: ~2 min

Stimolazione biventricolare vs stimolazione del ventricolo destro nei pazienti con blocco atrioventricolare e scompenso cardiaco

Fonte
G Ital Cardiol 2013;14(11):713-718.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato due tipi di stimolazione cardiaca in pazienti con blocco atrioventricolare e scompenso cardiaco. L'obiettivo era capire quale metodo potesse migliorare la salute del cuore e ridurre rischi come la morte o peggioramenti della funzione cardiaca.

Che cos'è il blocco atrioventricolare e la stimolazione cardiaca

Il blocco atrioventricolare è una condizione in cui il segnale elettrico che regola il battito cardiaco viene rallentato o bloccato tra le due camere del cuore, causando un battito più lento o irregolare. Per aiutare il cuore a battere in modo corretto, si usa un dispositivo chiamato pacemaker che invia impulsi elettrici.

La stimolazione può essere fatta in diversi modi:

  • Stimolazione del ventricolo destro: il pacemaker invia impulsi solo al ventricolo destro, la camera destra del cuore.
  • Stimolazione biventricolare: il pacemaker stimola entrambi i ventricoli, destro e sinistro, per farli battere in modo più coordinato.

Perché è importante scegliere il tipo di stimolazione

Stimolare solo il ventricolo destro può aiutare a mantenere una frequenza cardiaca adeguata, ma può anche causare un peggioramento della funzione del ventricolo sinistro, la parte del cuore che pompa il sangue al corpo. Questo peggioramento si chiama disfunzione sistolica ventricolare sinistra.

Lo studio BLOCK HF

Questo studio ha coinvolto 918 pazienti con blocco atrioventricolare, scompenso cardiaco da lieve a moderato (classificato come NYHA da I a III) e una ridotta capacità del ventricolo sinistro di pompare sangue (frazione d’eiezione ≤50%).

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • uno con stimolazione del solo ventricolo destro;
  • uno con stimolazione biventricolare.

Lo studio ha seguito i pazienti per circa 3 anni (37 mesi in media) per vedere chi avesse avuto eventi importanti come:

  • morte per qualsiasi causa;
  • ricovero urgente per scompenso cardiaco con necessità di farmaci per via endovenosa;
  • peggioramento della funzione del ventricolo sinistro, misurato con un aumento del volume del cuore.

Risultati principali

Durante il periodo di osservazione, questi eventi si sono verificati nel:

  • 55,6% dei pazienti con stimolazione del ventricolo destro;
  • 45,8% dei pazienti con stimolazione biventricolare.

Ciò significa che la stimolazione biventricolare ha ridotto il rischio di questi problemi in modo significativo. Anche i pazienti con pacemaker o defibrillatore impiantati hanno mostrato risultati simili.

È importante sapere che il 6,4% dei pazienti ha avuto complicazioni legate all’inserimento dell’elettrocatetere nel ventricolo sinistro, cioè il filo che trasmette l’impulso elettrico.

In conclusione

Nei pazienti con blocco atrioventricolare, scompenso cardiaco e ridotta funzione del ventricolo sinistro, la stimolazione biventricolare è risultata più efficace rispetto alla stimolazione del solo ventricolo destro. Questo tipo di stimolazione può aiutare a ridurre il rischio di morte, ricoveri per scompenso e peggioramenti della funzione cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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