Che cosa sono i pacemaker tradizionali
I pacemaker sono dispositivi medici impiantati per aiutare il cuore a battere con un ritmo corretto. I primi pacemaker, impiantati oltre 50 anni fa, erano grandi e pesanti, con batterie che duravano poco. Nel tempo, sono diventati più piccoli e con batterie più durature, migliorando anche la qualità degli elettrocateteri, cioè i fili che collegano il pacemaker al cuore.
Il pacemaker tradizionale è formato da due parti principali:
- Il generatore di impulsi, che si posiziona sotto la pelle vicino alla clavicola;
- Gli elettrocateteri, fili sottili che passano attraverso le vene fino al cuore per stimolarlo.
Tuttavia, questo tipo di impianto può presentare alcune difficoltà e rischi:
- È necessario fare un piccolo intervento chirurgico con un taglio sulla pelle, che lascia una cicatrice.
- In alcuni pazienti può essere difficile trovare una vena adatta per inserire gli elettrocateteri, specialmente se hanno già altri dispositivi o hanno subito interventi al cuore.
- Durante o dopo l’intervento possono verificarsi complicazioni come pneumotorace (aria nei polmoni), ematomi o infezioni.
- La presenza del generatore sotto la pelle può causare problemi alla cute o infezioni, che a volte richiedono la rimozione completa del dispositivo.
- Nel tempo, gli elettrocateteri possono danneggiarsi o causare problemi alle vene o alle valvole cardiache, rendendo necessario un nuovo intervento.
I pacemaker senza fili (leadless pacemaker)
Per superare questi limiti, sono stati sviluppati pacemaker molto piccoli che non hanno fili e sono completamente inseriti all’interno del cuore. Questi dispositivi si chiamano pacemaker leadless e uniscono in un’unica unità il generatore e gli elettrodi.
Attualmente, due tipi di pacemaker leadless sono disponibili per l’uso umano:
- Nanostim LCP (St. Jude Medical)
- Micra TPS (Medtronic)
Entrambi vengono impiantati nel ventricolo destro del cuore tramite una procedura minimamente invasiva, usando un catetere inserito nella vena femorale (nell’inguine).
Le differenze principali tra i due sono nelle dimensioni e nel sistema di fissaggio al muscolo cardiaco:
- Il Micra è più corto ma leggermente più spesso e si ancora al cuore con quattro piccole punte autoespandibili.
- Il Nanostim è più lungo e si fissa con una vite che si avvita nel muscolo cardiaco.
Entrambi possono aumentare la frequenza di stimolazione durante l’attività fisica e hanno una durata della batteria simile a quella dei pacemaker tradizionali, circa 7-10 anni.
Un grande vantaggio è che non serve fare un taglio per creare una tasca sotto la pelle, quindi non resta cicatrice e si evita il rischio di infezioni legate al generatore esterno.
Inoltre, il Micra è compatibile con la risonanza magnetica total body, un esame importante per molti pazienti.
Limiti e prospettive future
Al momento, i pacemaker senza fili sono indicati solo per pazienti che hanno bisogno di stimolare una sola camera del cuore, il ventricolo destro. Sono necessarie ancora più ricerche per capire come estrarre questi dispositivi se necessario e per valutare gli effetti a lungo termine.
La procedura di impianto richiede personale specializzato e viene eseguita in centri con esperienza, ma i dati recenti mostrano che il rischio di complicazioni è circa la metà rispetto ai pacemaker tradizionali.
In futuro, la tecnologia potrebbe evolvere per offrire pacemaker miniaturizzati senza fili anche per stimolare più camere del cuore, rendendo questa soluzione adatta a un numero maggiore di pazienti.
In conclusione
I pacemaker senza fili rappresentano una vera rivoluzione nel trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco. Grazie alle loro dimensioni ridotte e alla procedura meno invasiva, offrono vantaggi importanti rispetto ai pacemaker tradizionali. Anche se oggi sono indicati per casi specifici, la loro diffusione potrebbe aumentare presto, migliorando la vita di molte persone con problemi cardiaci.