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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/11/2016 Lettura: ~2 min

Impianto di pacemaker nei giovani con blocco atrioventricolare congenito isolato: risultati a lungo termine

Fonte
Grasiele Bess de Oliveira - Pediatric Cardiology, October 2016, Volume 37, Issue 7, pp 1319–1327.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Il blocco atrioventricolare congenito isolato è una condizione rara che può richiedere l'impianto di un pacemaker per aiutare il cuore a battere correttamente. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha analizzato gli effetti a lungo termine di questo trattamento nei giovani pazienti, offrendo informazioni chiare e utili.

Che cos'è il blocco atrioventricolare congenito isolato (ICAVB)?

Il blocco atrioventricolare congenito isolato è un problema del cuore presente dalla nascita, che riguarda la trasmissione degli impulsi elettrici tra le camere superiori (atri) e inferiori (ventricoli) del cuore. Questo può rallentare o bloccare il battito cardiaco normale.

Perché si usa il pacemaker?

Nei pazienti con ICAVB, il pacemaker è l'unico trattamento efficace. Si tratta di un dispositivo che aiuta il cuore a mantenere un ritmo regolare inviando impulsi elettrici quando necessario.

Lo studio e i pazienti analizzati

  • Lo studio ha coinvolto 647 pazienti che hanno ricevuto un pacemaker prima dei 30 anni di età.
  • Di questi, 62 pazienti (circa il 10%) avevano ICAVB.
  • La diagnosi di ICAVB è stata fatta in diversi momenti: durante la gravidanza (24%), subito dopo la nascita (8%), durante l'infanzia (52%) e nell'adolescenza o età adulta (16%).
  • L'età media al primo impianto di pacemaker era di circa 10 anni.
  • Il 41% delle madri di questi pazienti aveva anticorpi specifici (anti-Ro / SSA), che possono essere legati alla condizione del bambino.

Risultati a lungo termine

  • Il periodo di osservazione è stato in media di 15 anni.
  • Un solo paziente (1,7%) è deceduto a causa di un'infezione del cuore chiamata endocardite.
  • Complicanze legate al pacemaker sono state osservate in 24 pazienti (39%).
  • Le complicanze sono state più frequenti nei pazienti con pacemaker impiantato sulla superficie esterna del cuore (impianto epicardico), rispetto a quelli con pacemaker impiantato all'interno del cuore (impianto endocardico).
  • In 6 pazienti (12%) si è notata una riduzione della funzionalità del ventricolo, ma non sono stati identificati fattori chiari che spiegano questo problema.

Cosa significa tutto questo?

Lo studio mostra che, nonostante la necessità di un pacemaker permanente, la mortalità nei pazienti con ICAVB è bassa. Tuttavia, è importante sapere che ci possono essere complicanze legate al sistema del pacemaker, specialmente se il dispositivo è posizionato sulla superficie esterna del cuore.

In conclusione

Il pacemaker è un trattamento efficace e sicuro a lungo termine per i giovani con blocco atrioventricolare congenito isolato. È però importante monitorare con attenzione la presenza di eventuali complicanze, in particolare quando il pacemaker è impiantato all'esterno del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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