Che cosa ha studiato il trial AQUATIC
Il trial chiamato AQUATIC ha coinvolto pazienti con sindrome coronarica cronica, cioè persone che hanno problemi di circolazione nel cuore da tempo. Questi pazienti avevano ricevuto uno stent (un piccolo tubicino per tenere aperte le arterie) più di sei mesi prima e avevano un alto rischio di formazione di coaguli. Erano già in trattamento con terapia anticoagulante a lungo termine, cioè medicine che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.
Cosa è stato confrontato nello studio
Lo studio ha confrontato due gruppi di pazienti:
- un gruppo che riceveva anche aspirina 100 mg al giorno oltre all’anticoagulante;
- un gruppo che riceveva un placebo, cioè una pillola senza principio attivo.
Risultati principali
Dopo circa due anni, lo studio è stato interrotto prima del previsto perché il gruppo che assumeva aspirina aveva risultati peggiori. In particolare:
- Il gruppo con aspirina ha avuto un rischio più alto di morte per problemi cardiaci, infarto, ictus, embolie e altre complicazioni legate al cuore e ai vasi sanguigni.
- Il rischio di sanguinamenti gravi è stato più di tre volte superiore rispetto al gruppo senza aspirina.
- La mortalità totale (per tutte le cause) era più alta nel gruppo con aspirina (13,4%) rispetto al gruppo con placebo (8,4%).
Implicazioni per la cura
Questi risultati suggeriscono che, in pazienti con sindrome coronarica cronica già in terapia anticoagulante, aggiungere l’aspirina può essere dannoso. Questo conferma altre ricerche che mettono in dubbio il beneficio di usare insieme aspirina e anticoagulanti in questi casi.
Di conseguenza, i medici potrebbero preferire trattamenti con solo anticoagulanti in questi pazienti, a meno che non ci siano motivi specifici per usare anche l’aspirina.
In conclusione
Lo studio AQUATIC ha mostrato che aggiungere aspirina alla terapia anticoagulante in pazienti con problemi cardiaci cronici ad alto rischio può aumentare il rischio di eventi gravi e sanguinamenti. Questi dati aiutano a capire meglio come scegliere la terapia più sicura ed efficace in questi casi.