Che cosa ha studiato il trial FAME 2
Il trial FAME 2 ha confrontato due tipi di trattamento per pazienti con cardiopatia ischemica stabile, cioè una condizione in cui il cuore riceve meno sangue a causa di restringimenti nelle arterie:
- La PCI guidata da FFR, un intervento che apre le arterie bloccate usando un esame chiamato fractional flow reserve (FFR) per capire quali restringimenti sono davvero pericolosi.
- La terapia medica ottimale, cioè i farmaci e le cure senza intervento chirurgico.
Risultati a lungo termine
Dopo molti anni di osservazione, lo studio ha mostrato che:
- La PCI guidata da FFR riduce significativamente la necessità di interventi urgenti per riaprire le arterie, rispetto alla sola terapia medica.
- Questo beneficio è stato più evidente nei primi anni dopo il trattamento.
- La riduzione degli interventi urgenti è dovuta principalmente alla prevenzione di eventi ischemici, cioè situazioni in cui il cuore rischia di non ricevere abbastanza sangue in modo improvviso e grave.
- Non ci sono state grandi differenze nel lungo termine riguardo alla mortalità totale (numero di decessi) e agli infarti non fatali tra i due gruppi.
Cosa significa tutto questo
I risultati indicano che il vantaggio principale della PCI guidata da FFR è nel ridurre gli episodi di ischemia instabile e le procedure non programmate, piuttosto che migliorare direttamente la sopravvivenza o prevenire tutti gli infarti.
Questo conferma l'importanza di utilizzare la fisiologia coronarica (cioè lo studio del flusso di sangue nelle arterie del cuore) per scegliere con attenzione quali pazienti possono davvero beneficiare di un intervento per aprire le arterie.
In conclusione
Lo studio FAME 2 mostra che usare l'esame FFR per guidare l'intervento di apertura delle arterie aiuta a ridurre gli interventi urgenti e gli episodi di ischemia instabile nei pazienti con cardiopatia ischemica stabile. Tuttavia, questo non si traduce in una differenza significativa nella mortalità o negli infarti non fatali a lungo termine. La fisiologia coronarica è quindi uno strumento importante per decidere il miglior trattamento per ogni paziente.