Che cosa significa aritmia nel COVID-19
Il virus SARS-CoV-2, responsabile del COVID-19, può causare un aumento del rischio di aritmie, cioè alterazioni del ritmo cardiaco. Queste alterazioni possono comparire anche come primo sintomo, ad esempio con la sensazione di palpitazioni.
Dati principali sulle aritmie nei pazienti COVID-19
- Il 16,7% dei pazienti ospedalizzati sviluppa aritmie.
- Nei pazienti in terapia intensiva, la percentuale sale al 44,4%.
- Le aritmie più gravi, come la tachicardia ventricolare e la fibrillazione ventricolare, si verificano nel 5,9% dei casi.
- La fibrillazione atriale è la tachiaritmia più frequente, presente nel 21% dei casi.
- Le bradiaritmie più comuni sono la bradicardia sinusale e il blocco atrioventricolare completo.
Fattori che aumentano il rischio di aritmie
Alcuni fattori aumentano la probabilità di sviluppare aritmie durante il COVID-19, tra cui:
- Età avanzata
- Sesso maschile
- Precedenti episodi di fibrillazione atriale
- Presenza di ipossia (basso livello di ossigeno nel sangue) all'ingresso in ospedale
Perché il COVID-19 può causare aritmie
Il danno al cuore, chiamato danno miocardico, è considerato la causa principale dell'aumento delle aritmie nei pazienti con COVID-19. Questo danno può essere dovuto a:
- Invasione diretta del virus nelle cellule del cuore
- Riduzione dell'ossigeno che causa la morte cellulare (apoptosi)
- Risposta infiammatoria intensa con rilascio di sostanze chiamate citochine
Spesso, nei pazienti gravi, si osserva un aumento dei valori di troponina, una sostanza che indica un danno al cuore, associato a maggior rischio di aritmie.
Altri fattori che possono aumentare il rischio di aritmie
Oltre al danno diretto al cuore, alcune terapie usate per il COVID-19 possono aumentare il rischio di aritmie, in particolare:
- Clorochina e idrossiclorochina
- Azitromicina
- Farmaci antivirali come lopinavir/ritonavir
Questi farmaci possono allungare un intervallo chiamato QTc nell'elettrocardiogramma, aumentando la possibilità di aritmie pericolose come la torsione di punta.
Tuttavia, secondo le linee guida attuali, il rischio di aritmie gravi dovuto a questi farmaci è considerato basso, soprattutto se si controllano altri fattori di rischio come:
- Squilibri degli elettroliti (ad esempio potassio e magnesio)
- Bradicardia (battito cardiaco troppo lento)
- Presenza di condizioni congenite o croniche (come la sindrome del QT lungo, età avanzata, insufficienza renale o epatica)
Ruolo dell'infiammazione e del sistema immunitario
La risposta infiammatoria causata dal virus, con il rilascio di citochine come TNF alfa, interleuchina-2 e soprattutto interleuchina-6 (IL-6), può influenzare direttamente il cuore e aumentare il rischio di aritmie. Queste sostanze possono:
- Modificare i canali ionici del cuore, alterando il ritmo
- Aumentare l'effetto dei farmaci che allungano il QTc
- Stimolare il sistema nervoso simpatico, che può rendere il cuore più instabile elettricamente
Esperienze cliniche e dati recenti
In uno studio su 257 pazienti ricoverati per COVID-19, il 3,1% ha sviluppato fibrillazione atriale durante il ricovero. Non sono stati osservati casi di torsione di punta e solo un caso di arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare in un paziente con infarto in corso.
La maggior parte di questi pazienti era in trattamento con idrossiclorochina e azitromicina.
Durante la pandemia, si è osservato un aumento degli arresti cardiaci fuori dall'ospedale, associati in gran parte all'infezione da SARS-CoV-2, con una minore frequenza di ritmi defibrillabili, probabilmente per ritardi nei soccorsi e per complicazioni legate a trombi (coaguli).
Come gestire il rischio aritmico nei pazienti COVID-19
- Controllare i fattori che aumentano la suscettibilità alle aritmie.
- Eseguire un elettrocardiogramma (ECG) per monitorare il ritmo cardiaco.
- Nei pazienti con intervallo QTc superiore a 500 ms o con un aumento del QTc superiore a 60 ms, è importante un monitoraggio continuo del cuore.
In conclusione
I pazienti con COVID-19 hanno un rischio aumentato di sviluppare aritmie a causa di diversi meccanismi legati all'infezione e ai trattamenti. È fondamentale monitorare attentamente il cuore durante il ricovero per prevenire complicazioni e garantire una gestione sicura.