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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/03/2021 Lettura: ~2 min

Fattori predittivi di sanguinamento in pazienti trattati con anticoagulanti orali diretti sottoposti a interventi chirurgici

Fonte
Tafur AJ - J Am Heart Assoc. 2020 Oct 20;9(19): e017316. doi: 10.1161/JAHA.120.017316. Epub 2020 Sep 24.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Franco Radaelli Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo spiega uno studio importante che ha valutato la sicurezza di un metodo standard per gestire i farmaci anticoagulanti orali diretti (DOAC) prima e dopo interventi chirurgici o procedure mediche. Lo scopo è capire quali fattori possono aumentare il rischio di sanguinamento durante questo periodo, per garantire un trattamento sicuro.

Che cos'è lo studio PAUSE

Lo studio PAUSE ha coinvolto 3.007 pazienti che assumevano anticoagulanti orali diretti e che dovevano sottoporsi a interventi chirurgici o procedure invasive programmate. Più di un terzo di questi pazienti ha affrontato procedure considerate ad alto rischio di sanguinamento.

Lo studio ha utilizzato un protocollo standard per sospendere e poi riprendere i farmaci anticoagulanti in modo sicuro intorno al momento dell'intervento. I risultati hanno mostrato una bassa incidenza di complicazioni:

  • Eventi emorragici maggiori nel 1,4% dei pazienti
  • Eventi tromboembolici (come coaguli) nel 0,3% dei pazienti

Fattori di rischio per sanguinamento

In una sottoanalisi dello studio, sono stati esaminati i fattori che possono aumentare il rischio di sanguinamento, sia grave che meno grave ma comunque importante dal punto di vista clinico.

Il rischio complessivo di sanguinamento è stato del 3,02%, variando leggermente in base al tipo di anticoagulante:

  • 2,84% per chi assumeva Dabigatran
  • 3,02% per chi assumeva Apixaban
  • 4,16% per chi assumeva Rivaroxaban

Lo studio ha anche misurato i livelli residui di farmaco nel sangue prima dell'intervento. Livelli superiori a 50 ng/mL sono stati trovati in una piccola percentuale di pazienti, ma non sono risultati collegati a un aumento del rischio di sanguinamento.

Variabili associate a un maggior rischio

  • Ipertensione arteriosa (pressione alta) è risultata associata a un rischio maggiore di sanguinamento.
  • Storia di sanguinamenti precedenti è un altro fattore che aumenta questo rischio.

Al contrario, né i livelli residui di anticoagulante nel sangue prima dell'intervento, né altre caratteristiche cliniche hanno mostrato un impatto significativo sul rischio di sanguinamento.

Implicazioni pratiche

  • Non è necessario misurare di routine i livelli di anticoagulante nel sangue prima dell'intervento per ridurre il rischio di sanguinamento.
  • Le caratteristiche cliniche del paziente, come la pressione alta o precedenti sanguinamenti, hanno un impatto limitato sul rischio e non richiedono modifiche al protocollo standard di gestione dei farmaci.

In conclusione

Lo studio PAUSE conferma che un protocollo standardizzato per sospendere e riprendere gli anticoagulanti orali diretti intorno a interventi chirurgici è sicuro e efficace. Solo la pressione alta e una storia di sanguinamenti aumentano il rischio di sanguinamento, mentre i livelli di farmaco nel sangue prima dell'intervento non influenzano questo rischio. Questi risultati aiutano a semplificare la gestione dei pazienti e a mantenere la sicurezza durante il periodo perioperatorio.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Franco Radaelli

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