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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/02/2018 Lettura: ~2 min

Ictus ischemico acuto nell’anziano con fibrillazione atriale in terapia anticoagulante orale

Fonte
G. Mancini, Dipartimento di Medicina Ospedale G.B. Grassi, Azienda USL Roma 3 - Ostia (RM); Linee Guida ISO-SPREAD VIII Edizione 2016; Kirchhof P et al., 2016 ESC Guidelines; studio ENGAGE AF-TIMI 48 e altri studi citati.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giovanni Mancini Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1183 Sezione: 42

Introduzione

Questo testo descrive un caso clinico di un uomo anziano con fibrillazione atriale che ha subito un ictus ischemico. Verranno spiegate le scelte terapeutiche fatte durante il suo percorso di cura, con un linguaggio semplice e chiaro per aiutare a comprendere meglio questa situazione medica complessa.

Che cosa è successo al paziente

Un uomo di 82 anni con pressione alta e fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare) è arrivato in ospedale con un lieve ictus, che ha causato debolezza e alterazioni della sensibilità sul lato sinistro del corpo. Era già in trattamento con un anticoagulante chiamato Warfarin, usato per prevenire la formazione di coaguli nel sangue.

Valutazione iniziale e terapia scelta

Nonostante l’età avanzata e il fatto che fosse già in terapia anticoagulante, il paziente è stato trattato con un farmaco chiamato rtPA, che aiuta a sciogliere i coaguli nel cervello. Questo trattamento è stato scelto perché l’ictus era lieve e l’esame con la TAC cerebrale non mostrava un’ostruzione grave dei vasi principali. Inoltre, il livello di anticoagulante nel sangue (INR) era sotto un valore considerato limite, quindi il rischio di sanguinamento grave era accettabile.

Controlli e terapia nei giorni successivi

  • Dopo la terapia iniziale, il paziente è stato monitorato con esami del cuore e del cervello.
  • È stata confermata la fibrillazione atriale e si è trovato un piccolo trombo (coagulo) nell’orecchietta sinistra del cuore.
  • Il trattamento con un antiaggregante piastrinico (Clopidogrel) è stato sostituito con un anticoagulante diretto (DOAC), chiamato Edoxaban, che è più efficace e sicuro in questo caso rispetto al Warfarin.
  • Il paziente ha continuato la terapia anticoagulante e dopo 45 giorni è stato sottoposto a cardioversione elettrica, una procedura per riportare il cuore a un ritmo normale.

Gestione a lungo termine e aggiustamento della terapia

Sei mesi dopo, a causa di un peggioramento della funzione renale e della perdita di peso, la dose di Edoxaban è stata ridotta per evitare un accumulo del farmaco e il rischio di sanguinamenti. Le linee guida raccomandano di continuare la terapia anticoagulante in modo indefinito per prevenire nuovi ictus, soprattutto perché la fibrillazione atriale può ripresentarsi.

In conclusione

In questo caso, un paziente anziano con fibrillazione atriale e ictus lieve è stato trattato con successo seguendo le linee guida attuali. La scelta della terapia è stata personalizzata in base alle condizioni cliniche e ai risultati degli esami, con particolare attenzione alla sicurezza e all’efficacia. La terapia anticoagulante diretta si è dimostrata preferibile rispetto al Warfarin, e la dose è stata adattata nel tempo per mantenere un equilibrio tra prevenzione dell’ictus e rischio di sanguinamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giovanni Mancini

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