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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/04/2021 Lettura: ~3 min

Nuove indicazioni per il trattamento antitrombotico nella malattia coronarica e periferica degli arti inferiori

Fonte
Eikelboom JW, et al. N Engl J Med. 2017;377(14):1319-1330. Bhatt DL, et al. Circulation. 2020;141(23):1841–1854. Anand SS, et al. Lancet. 2018;391(10117):219-229. Kaplovitch E, et al. JAMA Cardiol. 2021;6(1):21-29. Vanassche T, et al. Eur J Prev Cardiol. 2020 Feb;27(3):296-307. Anand SS, et al. J Am Coll Cardiol. 2019 Jul 2;73(25):3271-3280. Knuuti J, et al. Eur Heart J. 2020 Jan 14;41(3):407-477. Pomero F, et al. Acta Diabetol. 2019 Dec;56(12):1247-1258. Frank U, et al. Vasa. 2019 Sep;48(Suppl 102):1-79. Cosentino F, et al. Eur Heart J. 2020 Jan 7;41(2):255-323. Conte MS, et al. J Vasc Surg. 2019 Jun;69(6S):3S-125S.e40. Bonaca MP, et al. N Engl J Med. 2020 May 21;382(21):1994-2004.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Mastroiacovo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Le più recenti ricerche hanno portato a importanti novità nel trattamento delle malattie delle arterie del cuore e degli arti inferiori. Questi progressi aiutano a ridurre il rischio di eventi gravi come infarti e ictus, migliorando la qualità di vita di molte persone.

Che cosa significa il trattamento antitrombotico combinato?

Lo studio COMPASS ha dimostrato che l'uso combinato di due farmaci, Rivaroxaban a basso dosaggio (2,5 mg due volte al giorno) e Acido acetilsalicilico (ASA) (100 mg una volta al giorno), è più efficace rispetto all'uso di uno solo di questi farmaci nel ridurre eventi gravi come morte per cause cardiovascolari, ictus e infarto in persone con malattia coronarica cronica o arteriopatia periferica degli arti inferiori.

Risultati principali dello studio COMPASS

  • Riduzione del 24% del rischio di eventi cardiovascolari principali rispetto alla monoterapia.
  • Diminuzione della mortalità per tutte le cause.
  • Aumento dei sanguinamenti maggiori, ma senza aumento significativo di sanguinamenti fatali o cerebrali.
  • Beneficio netto a favore della terapia combinata.

Chi può beneficiare maggiormente?

La terapia combinata è particolarmente utile in pazienti con caratteristiche di rischio più elevate, come:

  • Malattia che interessa più distretti vascolari.
  • Presenza di arteriopatia periferica (PAD).
  • Scompenso cardiaco.
  • Insufficienza renale cronica.
  • Diabete.

Anche i pazienti a basso rischio mostrano benefici, che aumentano con la durata del trattamento.

Indicazioni nelle linee guida

Le più recenti linee guida europee consigliano di considerare la terapia combinata con Rivaroxaban e ASA in pazienti con storia di infarto o coronaropatia multivasale e rischio ischemico moderato o alto, purché non abbiano un alto rischio di sanguinamento. Vengono definiti ad alto rischio ischemico pazienti con diabete, recidiva di infarto, PAD o insufficienza renale moderata o grave.

Al contrario, un alto rischio di sanguinamento include condizioni come:

  • Precedenti sanguinamenti cerebrali.
  • Sanguinamenti gastrointestinali recenti.
  • Patologie epatiche o coagulopatie.
  • Età molto avanzata o fragilità.
  • Insufficienza renale grave con necessità di dialisi.

Benefici specifici per l'arteriopatia periferica (PAD)

Nel gruppo di pazienti con PAD, la terapia combinata ha mostrato:

  • Riduzione del 28% degli eventi cardiovascolari maggiori.
  • Riduzione del 46% degli eventi gravi agli arti (come ischemia acuta).
  • Riduzione del 70% delle amputazioni degli arti.

In pazienti con PAD e diabete, il beneficio è ancora più marcato.

Ulteriori conferme dallo studio VOYAGER-PAD

Lo studio VOYAGER-PAD ha confermato che in pazienti con PAD sottoposti a interventi per migliorare il flusso sanguigno agli arti, la combinazione di Rivaroxaban e ASA riduce il rischio di eventi gravi come ischemia acuta, amputazioni, infarto e ictus. Anche in questo studio, i sanguinamenti maggiori sono stati leggermente più frequenti nel gruppo trattato, ma senza differenze significative in quelli più gravi.

Raccomandazioni future

Questi risultati suggeriscono che in futuro le linee guida raccomanderanno più frequentemente la terapia combinata anche per pazienti con PAD che hanno subito interventi di rivascolarizzazione.

In conclusione

La combinazione di Rivaroxaban a basso dosaggio e Acido acetilsalicilico rappresenta un importante passo avanti nel trattamento delle malattie delle arterie del cuore e degli arti inferiori. Questa terapia riduce significativamente il rischio di eventi gravi come infarti, ictus e amputazioni, soprattutto in pazienti con fattori di rischio elevati, migliorando la loro prognosi. La scelta del trattamento deve sempre considerare il bilancio tra benefici e rischi, in particolare il rischio di sanguinamenti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Mastroiacovo

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