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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/09/2021 Lettura: ~3 min

Nuove indicazioni nella terapia dell’arteriopatia periferica

Fonte
Documento di consenso della Società Europea di Cardiologia (ESC) pubblicato nel 2021, basato sugli studi COMPASS e VOYAGER PAD e sulle Linee Guida ESC 2017 sulle arteriopatie periferiche.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Marco De Carlo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1253 Sezione: 75

Introduzione

L’arteriopatia periferica è una condizione che colpisce le arterie delle gambe e può aumentare il rischio di problemi cardiaci gravi. Negli ultimi anni, la ricerca ha portato a nuove strategie di trattamento più efficaci. Questo testo spiega in modo semplice le novità importanti per migliorare la cura di questa malattia.

Che cos’è l’arteriopatia periferica (LEAD)

L’arteriopatia periferica, chiamata anche LEAD (Lower Extremity Artery Disease), è una malattia delle arterie delle gambe causata dall’accumulo di grassi e altre sostanze che restringono i vasi sanguigni. Questa condizione è molto comune, soprattutto dopo i 75 anni, ma spesso non viene riconosciuta o diagnosticata.

Quanto è diffusa e perché è importante

  • Nel mondo, il numero di persone con LEAD è aumentato da 202 milioni nel 2010 a 236 milioni nel 2015.
  • Circa il 20% degli over 75 nei paesi ricchi ha questa malattia.
  • La LEAD aumenta notevolmente il rischio di eventi gravi come infarto, ictus e morte cardiovascolare.
  • La gravità della malattia influisce sul rischio: più è avanzata, maggiore è il pericolo.
  • Oltre agli eventi cardiaci, la LEAD può causare problemi seri alle gambe, come dolore, ischemia (mancanza di sangue) e necessità di interventi o amputazioni.

La nuova strategia terapeutica: Dual Pathway Inhibition (DPI)

La DPI è un trattamento che agisce su due fronti per prevenire la formazione di coaguli nel sangue:

  • riduce l’aggregazione delle piastrine (cellule che aiutano la coagulazione);
  • modera l’attività della coagulazione stessa.

Questa terapia combina due farmaci: l’aspirina (acido acetilsalicilico) e il rivaroxaban a basso dosaggio.

Studi importanti hanno dimostrato che la DPI:

  • riduce significativamente il rischio di eventi cardiaci gravi rispetto all’aspirina da sola;
  • offre il massimo beneficio nei pazienti con LEAD sintomatica e in quelli con altre malattie vascolari;
  • è efficace anche dopo interventi chirurgici o endovascolari per ripristinare il flusso nelle arterie delle gambe.

È importante sapere che la DPI può aumentare il rischio di sanguinamenti maggiori, ma non aumenta quelli fatali o in organi vitali.

Le nuove raccomandazioni della Società Europea di Cardiologia (ESC)

Nel 2021 è stato pubblicato un documento di consenso che aggiorna le indicazioni per la terapia antitrombotica nelle arteriopatie periferiche, basandosi sui risultati più recenti:

  1. La DPI è ora la prima scelta per i pazienti con LEAD sintomatica in fase stabile, se non hanno un alto rischio di sanguinamento.
  2. La DPI è raccomandata anche per chi ha malattia aterosclerotica in più zone del corpo, sintomatica o meno, sempre se il rischio di sanguinamento è basso.
  3. Dopo interventi sulle arterie delle gambe, la DPI è preferita rispetto alle terapie precedenti, con possibili aggiunte temporanee di altri farmaci.

Il documento distingue chiaramente i trattamenti in base alla presenza o meno di sintomi e al tipo di intervento subito.

Perché è importante questa novità

  • La diagnosi di LEAD, anche se senza sintomi, cambia la valutazione del rischio cardiovascolare, portando a obiettivi terapeutici più rigorosi.
  • La DPI rappresenta un modo innovativo e più efficace di proteggere i pazienti da eventi gravi.
  • In Italia, il rivaroxaban a basso dosaggio è ora rimborsato per i pazienti con LEAD sintomatica, facilitando l’accesso a questa terapia.
  • I cardiologi sono incoraggiati a cercare attivamente la LEAD nei loro pazienti, usando l’anamnesi, l’esame dei polsi, l’ecografia Doppler e la misurazione dell’indice caviglia-braccio.

In conclusione

L’arteriopatia periferica è una malattia molto diffusa e pericolosa che merita maggiore attenzione. Le nuove evidenze scientifiche hanno portato a un cambiamento importante nel modo di curarla, con la terapia DPI che offre maggiori benefici ai pazienti a rischio. Riconoscere e trattare la LEAD in modo adeguato può migliorare significativamente la salute e la qualità della vita delle persone colpite.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Marco De Carlo

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