Che cos'è la fibrillazione atriale e il trattamento antitrombotico
La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di formazione di coaguli nel sangue. Per ridurre questo rischio, si usano farmaci chiamati antitrombotici, che aiutano a prevenire la formazione di trombi (coaguli).
Lo studio sull'evoluzione del trattamento
Uno studio ha analizzato quasi 40.000 pazienti con fibrillazione atriale di nuova diagnosi, seguiti in quattro periodi diversi tra il 2010 e il 2015. Tutti avevano almeno un altro fattore di rischio per sviluppare complicazioni.
Caratteristiche dei pazienti
- Il punteggio medio di rischio (CHA2DS2-VASc) era 3, indicando un rischio moderato-alto di coaguli.
- Le caratteristiche di base dei pazienti erano simili in tutti i gruppi.
I cambiamenti nel trattamento
- La percentuale di pazienti trattati con anticoagulanti è aumentata dal 57,4% al 71,1%.
- L'uso di farmaci tradizionali chiamati antagonisti della vitamina K (AVK), da soli o con altri farmaci, è diminuito dal 53,2% al 34,0%.
- L'uso di farmaci antiaggreganti in monoterapia è diminuito dal 30,2% al 16,6%.
- Al contrario, l'uso dei NOAC (nuovi anticoagulanti orali) è aumentato dal 4,2% al 37,0%.
Chi riceve i nuovi anticoagulanti (NOAC)
I NOAC sono stati prescritti più spesso a:
- Uomini
- Persone anziane
- Pazienti di origine asiatica
- Persone con demenza
- Chi assume farmaci anti-infiammatori non steroidei
- Fumatori
Invece, i farmaci AVK sono stati più usati in pazienti con altre malattie cardiache, problemi ai vasi sanguigni o ai reni.
In conclusione
Negli ultimi anni, il trattamento per prevenire i coaguli nei pazienti con fibrillazione atriale è cambiato molto. L'uso dei nuovi anticoagulanti orali è cresciuto, mentre quello dei farmaci tradizionali è diminuito. Questo riflette un miglioramento nelle opzioni di cura per questi pazienti.