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Comprendere la salute, con parole semplici

Articoli adattati da contenuti medico-scientifici, pensati per aiutarti a orientarti tra diagnosi, esami e terapie. Leggi l’abstract per capire subito se l’articolo fa per te.

Queste informazioni non sostituiscono il parere del medico. Se hai sintomi importanti o dubbi urgenti, contatta il tuo medico o il Pronto Soccorso.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Flavia Belloni
16/09/2011

Eparina non frazionata e bivalirudina durante l'intervento per infarto: risultati dal registro SCAAR

Questo studio ha esaminato come l'aggiunta di un tipo di eparina, chiamata eparina non frazionata, influenzi i risultati nei pazienti con infarto trattati con bivalirudina durante un intervento al cuore chiamato PCI primaria. I risultati aiutano a capire meglio le scelte di trattamento in queste situazioni.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi
13/09/2011

PCI primaria: enoxaparina o eparina non frazionata?

Quando si tratta di un intervento chiamato PCI primaria, usato per trattare un tipo di infarto, è importante scegliere il farmaco anticoagulante più efficace e sicuro. Uno studio ha confrontato due farmaci, l'enoxaparina e l'eparina non frazionata, per capire quale possa portare a risultati migliori per i pazienti.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
06/09/2011

Meglio salvare un paziente in due tempi che in un solo intervento

Quando si tratta di curare un infarto cardiaco grave, scegliere la strategia giusta può fare una grande differenza. Studi recenti mostrano che intervenire in due momenti distinti può essere più sicuro rispetto a un unico intervento completo. Qui spieghiamo cosa significa questo e perché può essere importante per la salute del cuore.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
02/09/2011

Studio CRISP AMI: il contropulsatore aortico prima della PCI non riduce la dimensione dell'infarto nell'infarto STEMI

Lo studio CRISP AMI ha valutato se l'uso del contropulsatore aortico prima di un intervento per aprire l'arteria bloccata nel cuore (PCI) possa ridurre la gravità dell'infarto in pazienti con infarto miocardico acuto STEMI. I risultati aiutano a capire meglio quando questo strumento può essere utile.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Leonardo Fontanesi
01/09/2011

Trial EXAMINATION: meno trombosi intrastent con Xience V nello STEMI reale

Lo studio EXAMINATION ha confrontato due tipi di stent usati per trattare l'infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) in condizioni reali. Questo studio importante ha valutato la sicurezza e l'efficacia dello stent Xience V, mostrando risultati rassicuranti soprattutto riguardo alla riduzione di complicanze come la trombosi all'interno dello stent.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
28/06/2011

Il ritardo nella riperfusione durante l'infarto è legato al tempo di trasferimento ospedaliero

Quando una persona ha un infarto grave, è importante intervenire rapidamente per riaprire le arterie bloccate. Uno dei momenti critici è il trasferimento da un ospedale a un altro specializzato. Questo testo spiega come il tempo trascorso in questo passaggio possa influire sulla velocità del trattamento e sulla sopravvivenza.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Giusy Santese
13/06/2011

L’infarto miocardico nei giovani: cure migliori ma serve più prevenzione

L'infarto miocardico, cioè un attacco al cuore, può colpire anche persone giovani sotto i 55 anni. Negli ultimi decenni, le cure ospedaliere per questi pazienti sono migliorate molto. Tuttavia, è importante lavorare di più sulla prevenzione per evitare che l'infarto si verifichi, soprattutto in chi ha fattori di rischio come il fumo, l'obesità, il diabete o l'ipertensione.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi
06/06/2011

Il ritmo circadiano e la dimensione dell'infarto

Il momento della giornata in cui si verifica un infarto può influenzare la sua gravità. Studi recenti mostrano che gli infarti che iniziano nelle prime ore del mattino tendono a essere più estesi. Comprendere questo legame può aiutare a migliorare la gestione e la prevenzione degli infarti.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Pamela Maffioli
24/05/2011

I beta bloccanti sono utili, ma non in fase acuta dell'infarto

I beta bloccanti sono farmaci che aiutano a proteggere il cuore dopo un infarto. Tuttavia, il loro uso nelle prime ore dall'infarto può essere rischioso. Qui spieghiamo cosa dice uno studio importante su questo argomento, per capire quando è meglio usarli e quando invece è più sicuro aspettare.

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Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovandi
23/05/2011

Perché l'angioplastica facilitata nello studio ASSENT-4 PC non ha dato i risultati attesi

Lo studio ASSENT-4 PC ha confrontato due modi di trattare un tipo di infarto importante chiamato STEMI. L'obiettivo era capire se un trattamento preliminare con un farmaco che scioglie i coaguli (trombolitico) prima dell'angioplastica potesse migliorare i risultati rispetto all'angioplastica fatta direttamente. Qui spieghiamo in modo semplice cosa è emerso da questo studio e pe…

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