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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/09/2011 Lettura: ~2 min

Meglio salvare un paziente in due tempi che in un solo intervento

Fonte
J Am Coll Cardiol, 2011; 58:704-711, doi:10.1016/j.jacc.2011.02.071.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando si tratta di curare un infarto cardiaco grave, scegliere la strategia giusta può fare una grande differenza. Studi recenti mostrano che intervenire in due momenti distinti può essere più sicuro rispetto a un unico intervento completo. Qui spieghiamo cosa significa questo e perché può essere importante per la salute del cuore.

Che cosa significa intervenire in due tempi?

Nell'infarto cardiaco acuto con un particolare segno chiamato "sopraslivellamento ST", i medici spesso usano un trattamento chiamato intervento coronarico percutaneo (PCI). Questo consiste nel liberare le arterie del cuore bloccate per ripristinare il flusso di sangue.

Ci sono due modi per fare questo intervento:

  • Intervento in un solo tempo (one-time PCI): durante la stessa procedura si trattano tutte le arterie bloccate, sia quella che ha causato l'infarto sia le altre con problemi.
  • Intervento in due tempi (PCI staged): si tratta subito solo l'arteria che ha causato l'infarto, mentre le altre arterie con problemi vengono curate in un secondo momento, in un altro intervento.

Cosa ha mostrato lo studio HORIZONS-AMI?

Lo studio ha confrontato queste due strategie in pazienti con infarto grave. I risultati hanno evidenziato che:

  • L'intervento in due tempi è più sicuro e porta a una mortalità più bassa dopo un anno (2,3% rispetto a 9,2% con l'intervento in un solo tempo).
  • La mortalità legata al cuore è anch'essa più bassa con l'intervento in due tempi (2,0% contro 6,2%).
  • Il rischio di complicazioni come la formazione di coaguli all'interno dello stent (piccolo tubicino che mantiene aperta l'arteria) è minore con l'intervento in due tempi.
  • In generale, con l'intervento in due tempi si osserva una tendenza a meno eventi gravi legati al cuore.

Perché è importante questa scelta?

Trattare subito solo l'arteria responsabile dell'infarto permette al cuore di stabilizzarsi prima di affrontare altri problemi. Questo riduce il rischio di complicazioni e migliora la sopravvivenza.

In conclusione

Per i pazienti con infarto grave, è spesso più sicuro dividere il trattamento in due momenti: prima si cura l'arteria principale responsabile dell'infarto, e poi, in un secondo intervento, si sistemano le altre arterie. Questa strategia aiuta a ridurre il rischio di morte e complicazioni rispetto a un unico intervento completo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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