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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/09/2014 Lettura: ~2 min

BIOPACE: il pacing biventricolare non mostra benefici chiari nei pazienti con blocco atrio-ventricolare

Fonte
ESC Congress 2014 Heart Failure (HF).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio BIOPACE ha valutato un tipo di stimolazione cardiaca chiamata pacing biventricolare in persone con blocco atrio-ventricolare, una condizione che rallenta il battito del cuore. I risultati preliminari mostrano che questo trattamento non migliora significativamente la funzione del cuore rispetto alla stimolazione tradizionale. Ecco cosa è emerso dalla ricerca in modo chiaro e semplice.

Che cos'è il blocco atrio-ventricolare

Il blocco atrio-ventricolare (AVB), noto anche come blocco cardiaco, è una condizione in cui il cuore batte troppo lentamente perché il segnale elettrico che lo fa battere non passa correttamente tra le camere superiori (atri) e inferiori (ventricoli).

Come si tratta il blocco atrio-ventricolare

Per aiutare il cuore a battere regolarmente, si usa un dispositivo chiamato pacemaker che stimola il ventricolo destro (RV pacing), cioè una delle camere inferiori del cuore. Tuttavia, questa stimolazione può, nel tempo, influenzare negativamente la struttura e la funzione del cuore.

Cosa ha studiato BIOPACE

Lo studio BIOPACE ha confrontato due tipi di stimolazione:

  • Stimolazione del ventricolo destro (RV pacing), il metodo tradizionale.
  • Stimolazione biventricolare (BiV pacing), che stimola contemporaneamente entrambi i ventricoli per cercare di migliorare la funzione cardiaca.

Lo scopo era capire se la stimolazione biventricolare potesse prevenire i possibili effetti negativi della stimolazione del solo ventricolo destro.

Risultati principali

Lo studio ha coinvolto 1.810 pazienti con età media di 73,5 anni, divisi in due gruppi quasi uguali per ricevere uno dei due tipi di stimolazione.

Dopo circa 5 anni e mezzo di osservazione, i risultati hanno mostrato che:

  • Non c'è stata una differenza significativa tra i due gruppi riguardo al rischio di morte o di ricovero per insufficienza cardiaca.
  • È stata notata una leggera tendenza a favore della stimolazione biventricolare, ma non abbastanza forte da essere considerata significativa.
  • Questa tendenza non è cambiata nemmeno quando si è guardata la funzione del ventricolo sinistro, misurata con la frazione di eiezione (LVEF), un indicatore della capacità del cuore di pompare il sangue.

Prospettive future

Gli esperti suggeriscono che potrebbero essere necessari ulteriori studi per capire se alcuni gruppi specifici di pazienti possano invece trarre un beneficio chiaro dalla stimolazione biventricolare.

In conclusione

Lo studio BIOPACE indica che, in generale, la stimolazione biventricolare non offre un vantaggio significativo rispetto alla stimolazione tradizionale del ventricolo destro nei pazienti con blocco atrio-ventricolare. Tuttavia, la ricerca continua per identificare se ci sono situazioni particolari in cui questa tecnica possa essere più utile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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