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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/12/2014 Lettura: ~2 min

La Sindrome del QT lungo e il blocco atrio-ventricolare: come la memoria del cuore influisce sul rischio di aritmie

Fonte
Circulation EP online before print October 13, 2014, doi: 10.1161/CIRCEP.114.002085.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La Sindrome del QT lungo è una condizione che può aumentare il rischio di aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari, soprattutto in presenza di un blocco atrio-ventricolare. Questo testo spiega in modo semplice come alcune modifiche nel battito del cuore possono influenzare questo rischio.

Che cosa significa il prolungamento dell'intervallo QT

L'intervallo QT è una misura che si osserva nell'elettrocardiogramma (ECG) e rappresenta il tempo necessario al cuore per prepararsi a un nuovo battito. Quando questo intervallo si allunga, può aumentare il rischio di aritmie pericolose, come le torsioni di punta.

Il ruolo della bradicardia e del blocco atrio-ventricolare (BAV)

La bradicardia è un rallentamento del battito cardiaco. Il blocco atrio-ventricolare è una condizione in cui il segnale elettrico tra le due parti principali del cuore è rallentato o bloccato, causando bradicardia.

Non è la bradicardia da sola a causare un aumento del rischio di aritmie, ma quanto si allunga l'intervallo QT in risposta a questa bradicardia.

La memoria cardiaca e le modifiche del QRS

Il QRS è una parte dell'ECG che mostra come si attiva il muscolo del cuore durante il battito. Alcune persone con BAV mostrano cambiamenti nella forma e nella direzione del QRS, un fenomeno chiamato memoria cardiaca.

Questa memoria cardiaca può portare a un eccessivo allungamento dell'intervallo QT, aumentando così il rischio di aritmie.

Lo studio sui pazienti

  • Sono stati studiati 91 pazienti con blocco atrio-ventricolare e bradicardia.
  • Si è osservato che chi mostrava cambiamenti nella forma del QRS aveva un intervallo QT più lungo rispetto a chi non mostrava questi cambiamenti.
  • Il rischio di sviluppare la Sindrome del QT lungo era 7 volte maggiore in chi aveva modifiche del QRS.
  • Se queste modifiche erano accompagnate da un cambiamento nell'asse del QRS (la direzione dell'attivazione del cuore), il rischio aumentava ulteriormente.

In conclusione

La memoria cardiaca, cioè i cambiamenti nella forma del battito elettrico del cuore durante il blocco atrio-ventricolare, è legata a un prolungamento pericoloso dell'intervallo QT. Questo fenomeno aumenta il rischio di aritmie in questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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