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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/05/2018 Lettura: ~3 min

Fibrillazione atriale in paziente con trasposizione congenitamente corretta dei grossi vasi

Fonte
Emanuele Romeo, Cardiologia Luigi Vanvitelli, A.O. dei Colli, Napoli

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Emanuele Romeo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1191 Sezione: 53

Introduzione

Questo testo descrive il caso di un uomo di 68 anni con una rara condizione cardiaca congenita, la Trasposizione Congenitamente Corretta dei Grossi Vasi, che ha sviluppato fibrillazione atriale. Viene spiegato come è stata gestita la sua situazione con una terapia anticoagulante e una procedura per ripristinare il ritmo cardiaco normale, mostrando che trattamenti moderni possono essere sicuri ed efficaci anche in casi complessi.

Che cosa significa Trasposizione Congenitamente Corretta dei Grossi Vasi (TGAc)

La TGAc è una condizione cardiaca presente dalla nascita in cui le principali arterie del cuore sono posizionate in modo anomalo, ma il sangue riesce comunque a circolare normalmente grazie a una correzione naturale del percorso. Nonostante ciò, può causare problemi nel tempo.

Il caso del paziente

  • Uomo di 68 anni con TGAc diagnosticata a 18 anni.
  • A 53 anni ha sviluppato un blocco atrio-ventricolare completo, cioè un problema nella trasmissione degli impulsi elettrici tra le camere superiori e inferiori del cuore.
  • Ha ricevuto un pacemaker-defibrillatore bicamerale, un dispositivo che aiuta a mantenere il ritmo cardiaco corretto e può intervenire in caso di aritmie pericolose.
  • Si è presentato con un peggioramento della difficoltà a respirare durante lo sforzo, noto come dispnea.

Diagnosi e valutazioni

  • L’elettrocardiogramma ha mostrato una fibrillazione atriale, cioè un ritmo cardiaco irregolare e rapido delle camere superiori, con una frequenza ventricolare bassa (50 battiti al minuto).
  • Il controllo del pacemaker ha confermato che la fibrillazione atriale era iniziata da circa 8 giorni.
  • L’ecocardiogramma ha confermato la TGAc e ha mostrato una funzione molto ridotta del ventricolo destro, che in questo caso agisce come ventricolo principale.
  • Il paziente era già in trattamento per insufficienza cardiaca con farmaci specifici.
  • Il rischio di formazione di coaguli nel sangue e quindi di ictus era elevato, mentre il rischio di sanguinamento era basso.

Trattamento con anticoagulanti

Considerando il peso del paziente e la normale funzione renale, è stato scelto un anticoagulante chiamato Edoxaban, somministrato a 60 mg al giorno. Questo farmaco aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.

Cardioversione elettrica

Dopo tre settimane di terapia con Edoxaban, il paziente è stato sottoposto a una procedura chiamata cardioversione elettrica, che utilizza una scarica elettrica controllata per riportare il cuore a un ritmo normale. La procedura è stata eseguita con sedazione leggera e ha avuto successo senza complicazioni.

Importanza del caso

  • Questo caso dimostra che Edoxaban può essere usato in sicurezza ed efficacia anche in pazienti con cardiopatie congenite complesse e fibrillazione atriale persistente.
  • La gestione è stata possibile senza la necessità di eseguire un esame ecocardiografico transesofageo prima della cardioversione, semplificando il percorso terapeutico.
  • In letteratura ci sono pochi casi simili e nessuno aveva testato Edoxaban in questa particolare categoria di pazienti prima d’ora.

In conclusione

Questo caso clinico mostra che, anche in pazienti con condizioni cardiache congenite complesse come la TGAc, è possibile utilizzare anticoagulanti orali moderni come Edoxaban in modo sicuro ed efficace per trattare la fibrillazione atriale e per eseguire la cardioversione elettrica. Questi risultati sono promettenti per migliorare la gestione di pazienti con situazioni simili, pur considerando che si tratta di un singolo caso e che sono necessari ulteriori studi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Emanuele Romeo

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