Che cosa significa la terapia ponte con eparine?
La terapia ponte consiste nel sostituire temporaneamente gli anticoagulanti orali con un altro tipo di farmaco chiamato eparina a basso peso molecolare durante il periodo in cui si interrompe l’anticoagulazione per un intervento chirurgico o diagnostico. Questo metodo è stato usato per molti anni soprattutto con il farmaco warfarin.
Tuttavia, questa pratica era complicata e aumentava il rischio di sanguinamenti perché i due farmaci venivano usati insieme per un breve periodo.
Cosa è cambiato con i nuovi anticoagulanti orali (NAO)?
I NAO, come il dabigatran e il rivaroxaban, hanno semplificato la gestione della terapia anticoagulante intorno a un intervento. Oggi, la terapia ponte con eparine sta diventando meno comune.
Uno studio basato su oltre 2.100 pazienti trattati con NAO ha mostrato che circa il 27% ha dovuto affrontare almeno un intervento. La maggior parte di questi interventi era a rischio basso o molto basso di complicazioni.
Risultati principali dello studio
- Eventi cardiaci gravi si sono verificati in circa l’1% dei pazienti entro 30 giorni dall’intervento.
- Emorragie importanti si sono presentate in circa l’1,2% dei casi, soprattutto negli interventi a rischio più alto.
- L’uso della terapia ponte con eparina non ha ridotto il rischio di problemi cardiaci.
- Al contrario, la terapia ponte ha aumentato di circa 5 volte il rischio di sanguinamenti importanti.
Cosa significa per i pazienti?
- Gli interventi chirurgici o diagnostici sono frequenti tra chi assume NAO.
- La maggior parte di questi interventi comporta un rischio basso o molto basso.
- Le complicazioni cardiache o sanguinamenti sono rare senza la terapia ponte.
- La terapia ponte con eparina può aumentare il rischio di sanguinamenti senza apportare benefici aggiuntivi.
In conclusione
Con i nuovi anticoagulanti orali, la gestione della terapia intorno agli interventi programmati è più semplice e sicura. La terapia ponte con eparine a basso peso molecolare, una volta comune, ora sembra non essere più necessaria nella maggior parte dei casi, riducendo così il rischio di sanguinamenti senza aumentare il rischio di complicazioni cardiache.