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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/03/2015 Lettura: ~3 min

Sindrome di Twiddler in un paziente con ICD bicamerale: l’importanza del monitoraggio remoto

Fonte
Roberto Mantovan, MD, PhD, U.O. di Cardiologia, Ospedale “M. Bufalini” di Cesena

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Roberto Mantovan Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1111 Sezione: 33

Introduzione

Il monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili, come pacemaker e defibrillatori, è uno strumento prezioso che aiuta i medici a seguire meglio i pazienti. Questo sistema permette di controllare il funzionamento del dispositivo anche a distanza, facilitando la diagnosi precoce di eventuali problemi e migliorando la sicurezza del paziente.

Che cos'è il monitoraggio remoto dei dispositivi impiantabili

Negli ultimi dieci anni, la tecnologia ha permesso di controllare i dispositivi impiantati nel cuore non solo durante le visite in ospedale, ma anche a distanza, tramite sistemi di monitoraggio remoto. Questi dispositivi inviano dati elettrici e informazioni diagnostiche in tempo reale o a intervalli programmati. Questo aiuta i medici a valutare meglio lo stato del paziente e a riconoscere rapidamente eventuali complicazioni.

Complicazioni comuni nei dispositivi impiantabili

Una delle complicazioni più frequenti è lo spostamento degli elettrocateteri, i fili che collegano il dispositivo al cuore. Questo succede nel 2-3% dei casi e può causare problemi come la perdita della stimolazione cardiaca o aritmie. I segnali elettrici e la resistenza elettrica (impedenza) possono cambiare, segnalando un possibile malfunzionamento. Questi parametri possono essere monitorati a distanza, permettendo un intervento tempestivo.

La sindrome di Twiddler

La sindrome di Twiddler è una situazione particolare in cui il generatore del dispositivo ruota più volte nella tasca sotto la pelle, causando l'avvolgimento e la retrazione degli elettrocateteri attorno ad esso. Le cause possono essere:

  • una tasca troppo grande per il generatore;
  • tessuti molto molli o lassi;
  • manipolazione del dispositivo da parte del paziente.

Questa sindrome si osserva più spesso in pazienti obesi o con problemi psichiatrici.

Il caso clinico

Una donna di 80 anni con problemi cardiaci ha ricevuto un defibrillatore bicamerale per prevenire aritmie gravi. Dopo l'impianto, è stato attivato il monitoraggio remoto a casa sua. Circa un mese dopo, il centro medico ha ricevuto due allarmi che indicavano valori anomali nei fili del dispositivo. Questi cambiamenti suggerivano uno spostamento grave degli elettrocateteri.

Il paziente è stato chiamato per un controllo immediato, che ha confermato il malfunzionamento: i fili non riuscivano più a rilevare o stimolare il cuore e la resistenza elettrica era molto alta. La radiografia ha mostrato che gli elettrocateteri si erano avvolti attorno al generatore, che si era spostato nella tasca sotto la pelle.

Durante il colloquio, è emerso che la paziente muoveva spesso il braccio sinistro e toccava frequentemente la zona dove era impiantato il dispositivo, favorendo così la sua rotazione e lo spostamento. La presenza di tessuti molli e grasso ha facilitato questo movimento.

Grazie al monitoraggio remoto, la sindrome di Twiddler è stata diagnosticata rapidamente. È stato quindi programmato un intervento per riposizionare il dispositivo e i fili, utilizzando tecniche per fissare meglio il generatore e prevenire ulteriori spostamenti.

In conclusione

Questo caso dimostra quanto sia importante il monitoraggio remoto per individuare tempestivamente problemi potenzialmente pericolosi nei dispositivi cardiaci impiantabili. Grazie a questo sistema, i medici possono intervenire rapidamente, migliorando la sicurezza e la cura dei pazienti portatori di pacemaker o defibrillatori.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Roberto Mantovan

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