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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/07/2014 Lettura: ~3 min

Ruolo dell'idrochinidina nel follow-up a lungo termine di pazienti asintomatici con pattern di Brugada e rischio di fibrillazione ventricolare

Fonte
Europace (2014) 16 (4): 572-577. doi: 10.1093/europace/eut279.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla di uno studio che ha seguito per molti anni pazienti con un particolare segno sul cuore chiamato pattern di Brugada, che può aumentare il rischio di aritmie pericolose. Lo studio ha valutato come un trattamento con un farmaco chiamato idrochinidina possa influenzare questo rischio nel tempo, offrendo informazioni utili e rassicuranti per chi si trova in questa situazione.

Che cosa significa pattern di Brugada e fibrillazione ventricolare

Il pattern di Brugada è una particolare modifica che si vede nell'elettrocardiogramma, un esame che registra l'attività elettrica del cuore. Questo pattern può indicare un rischio aumentato di aritmie, cioè alterazioni del ritmo cardiaco, in particolare di una forma chiamata fibrillazione ventricolare (VF), che può essere pericolosa.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha coinvolto 44 pazienti, per lo più uomini di circa 47 anni, che avevano il pattern di Brugada ma non avevano mai avuto sintomi. Questi pazienti erano considerati a rischio perché, durante un test chiamato studio elettrofisiologico (SEF), si poteva indurre la fibrillazione ventricolare, cioè il cuore poteva essere spinto a manifestare l’aritmia in modo controllato.

Il trattamento con idrochinidina

I pazienti sono stati trattati con idrochinidina (HQ), un farmaco che può aiutare a prevenire le aritmie. La dose era di 600 mg al giorno, con un controllo regolare dei livelli nel sangue per mantenere la dose efficace e sicura.

Monitoraggio e decisioni durante il follow-up

Dopo un periodo medio di circa 6 anni, i pazienti sono stati sottoposti di nuovo al test SEF mentre assumevano idrochinidina. In base ai risultati:

  • 34 pazienti (77%) non mostravano più la possibilità di indurre la fibrillazione ventricolare. Questi hanno continuato solo con il trattamento farmacologico.
  • 10 pazienti (22%) mostravano ancora la possibilità di indurre l’aritmia e hanno ricevuto un defibrillatore impiantabile (ICD), un dispositivo che può fermare l’aritmia se si presenta.

Risultati principali

  • Tra i pazienti che non mostravano più inducibilità, 4 hanno comunque ricevuto un defibrillatore durante il follow-up, e solo 1 ha avuto bisogno di un intervento del dispositivo.
  • Tra quelli con inducibilità residua e defibrillatore, nessuno ha avuto bisogno di interventi del dispositivo durante il periodo di osservazione.
  • Il tasso complessivo di eventi aritmici è stato molto basso, circa l’1% all’anno.
  • Un terzo dei pazienti con defibrillatore ha avuto complicanze legate al dispositivo.

Significato dei risultati

Questi risultati mostrano che nei pazienti senza sintomi ma con pattern di Brugada e rischio di fibrillazione ventricolare, il rischio di aritmie gravi rimane basso nel tempo. Inoltre, la presenza di inducibilità residua durante il trattamento con idrochinidina non sembra essere un buon indicatore per prevedere eventi aritmici futuri.

In conclusione

Il trattamento con idrochinidina in pazienti asintomatici con pattern di Brugada e rischio di fibrillazione ventricolare mantiene basso il rischio di aritmie nel lungo termine. Il test per indurre l’aritmia durante la terapia ha un valore limitato nel prevedere chi avrà problemi, mentre l’uso del defibrillatore può comportare complicanze. Questi dati aiutano a comprendere meglio come gestire questi pazienti nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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