Che cos'è il danno renale acuto dopo bypass cardiopolmonare?
Durante un intervento di bypass cardiopolmonare (CPB), il sangue viene fatto circolare fuori dal cuore e dai polmoni per permettere la chirurgia. Se questa procedura dura a lungo, può causare una complicanza chiamata danno renale acuto (AKI), cioè un improvviso peggioramento della funzione dei reni.
Questo problema è associato a un aumento della mortalità, cioè del rischio di morte.
Perché si verifica il danno renale acuto?
Durante il CPB prolungato, si verifica un fenomeno chiamato emolisi, cioè la rottura dei globuli rossi. Questo porta a un aumento di una sostanza chiamata emoglobina plasmatica (Hb) nel sangue.
Questa emoglobina libera nel plasma può distruggere una molecola importante chiamata ossido nitrico (NO). L'ossido nitrico aiuta a mantenere i vasi sanguigni dilatati e a proteggere i tessuti, compresi i reni.
Quando l'ossido nitrico viene distrutto, i vasi sanguigni si restringono (vasocostrizione) e questo può danneggiare i tubuli renali, causando il danno renale acuto.
Come può aiutare l'ossido nitrico?
I ricercatori hanno ipotizzato che somministrare ossido nitrico durante e dopo il CPB possa proteggere i reni in diversi modi:
- Vasodilatazione selettiva nei polmoni, che aumenta la quantità di sangue pompata dal cuore e migliora il flusso sanguigno ai reni.
- Riduzione dell'ischemia, cioè una migliore ossigenazione e nutrimento dei tessuti renali durante e dopo l'intervento.
- Conversione dell'emoglobina plasmatica in una forma chiamata metemoglobina (metHb), che non distrugge l'ossido nitrico, permettendo così di mantenere la sua funzione protettiva.
Lo studio
Lo studio ha coinvolto 217 adulti con funzione renale normale, sottoposti a un intervento elettivo di sostituzione di più valvole cardiache con CPB.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- Un gruppo ha ricevuto ossido nitrico (80 parti per milione) durante l'intervento e per inalazione per 24 ore dopo.
- L'altro gruppo ha ricevuto un gas di controllo (azoto, N2) nello stesso modo.
L'obiettivo principale era verificare se l'ossido nitrico riducesse l'incidenza del danno renale acuto.
Il danno renale acuto è stato definito come un aumento della creatinina nel sangue del 50% entro 7 giorni dall'intervento o un aumento di 0,3 mg/dl entro 48 ore.
Risultati principali
I risultati preliminari mostrano che la somministrazione di ossido nitrico ha ridotto l'incidenza di danno renale acuto nei pazienti sottoposti a bypass cardiopolmonare.
In conclusione
La somministrazione di ossido nitrico durante e per 24 ore dopo il bypass cardiopolmonare può aiutare a proteggere i reni, riducendo il rischio di danno renale acuto. Questo effetto è probabilmente dovuto a una migliore circolazione sanguigna e alla protezione dell'ossido nitrico nel sangue.