Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno voluto capire qual è la durata migliore per prevenire i coaguli di sangue (tromboprofilassi) nei pazienti con malattie acute che hanno un rischio prolungato di trombosi. Hanno confrontato due trattamenti:
- Enoxaparina, somministrata con un'iniezione sotto la pelle per circa 10 giorni, seguita da una pillola placebo per 35-42 giorni.
- Betrixaban, una pillola assunta per 35-42 giorni, dopo una iniezione placebo per 10 giorni.
Chi ha partecipato allo studio
Lo studio ha incluso 7.513 pazienti divisi in tre gruppi:
- Pazienti con un livello elevato di d-dimero (coorte 1).
- Pazienti con un livello elevato di d-dimero o con età di almeno 75 anni (coorte 2).
- Tutti i pazienti dello studio (popolazione generale).
Quali sono stati i risultati
L'obiettivo principale era prevenire la comparsa di coaguli di sangue, sia quelli senza sintomi (trombosi venosa profonda asintomatica) sia quelli con sintomi (embolia venosa).
- Nella coorte 1, il 6,9% dei pazienti trattati con betrixaban ha avuto un evento trombotico, contro l'8,5% con enoxaparina. Questa differenza non è risultata statisticamente significativa (P = 0,054).
- Nella coorte 2, gli eventi sono stati il 5,6% con betrixaban e il 7,1% con enoxaparina, con una differenza significativa (P = 0,03).
- Nella popolazione generale, gli eventi sono stati il 5,3% con betrixaban e il 7,0% con enoxaparina, con una differenza significativa (P = 0,006).
Per quanto riguarda la sicurezza, cioè il rischio di sanguinamenti importanti, non ci sono state differenze significative tra i due gruppi: 0,7% con betrixaban e 0,6% con enoxaparina.
In conclusione
Lo studio ha mostrato che nei pazienti con malattie acute e un valore elevato di d-dimero, non c'è una differenza significativa nell'efficacia tra un trattamento prolungato con betrixaban e il trattamento standard con enoxaparina. Entrambi i trattamenti hanno avuto un basso rischio di sanguinamenti importanti.