CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 23/06/2016 Lettura: ~2 min

Confronto tra betrixaban ed enoxaparina in pazienti con patologie acute e d-dimero elevato

Fonte
N Engl J Med. 2016 May 27. [Epub ahead of print] - Cohen AT.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato due tipi di farmaci usati per prevenire i coaguli di sangue in pazienti con malattie acute e un valore elevato di d-dimero, un indicatore di rischio di trombosi. Lo studio ha valutato l'efficacia e la sicurezza di un trattamento prolungato con betrixaban rispetto al trattamento standard con enoxaparina.

Che cosa è stato studiato

I ricercatori hanno voluto capire qual è la durata migliore per prevenire i coaguli di sangue (tromboprofilassi) nei pazienti con malattie acute che hanno un rischio prolungato di trombosi. Hanno confrontato due trattamenti:

  • Enoxaparina, somministrata con un'iniezione sotto la pelle per circa 10 giorni, seguita da una pillola placebo per 35-42 giorni.
  • Betrixaban, una pillola assunta per 35-42 giorni, dopo una iniezione placebo per 10 giorni.

Chi ha partecipato allo studio

Lo studio ha incluso 7.513 pazienti divisi in tre gruppi:

  • Pazienti con un livello elevato di d-dimero (coorte 1).
  • Pazienti con un livello elevato di d-dimero o con età di almeno 75 anni (coorte 2).
  • Tutti i pazienti dello studio (popolazione generale).

Quali sono stati i risultati

L'obiettivo principale era prevenire la comparsa di coaguli di sangue, sia quelli senza sintomi (trombosi venosa profonda asintomatica) sia quelli con sintomi (embolia venosa).

  • Nella coorte 1, il 6,9% dei pazienti trattati con betrixaban ha avuto un evento trombotico, contro l'8,5% con enoxaparina. Questa differenza non è risultata statisticamente significativa (P = 0,054).
  • Nella coorte 2, gli eventi sono stati il 5,6% con betrixaban e il 7,1% con enoxaparina, con una differenza significativa (P = 0,03).
  • Nella popolazione generale, gli eventi sono stati il 5,3% con betrixaban e il 7,0% con enoxaparina, con una differenza significativa (P = 0,006).

Per quanto riguarda la sicurezza, cioè il rischio di sanguinamenti importanti, non ci sono state differenze significative tra i due gruppi: 0,7% con betrixaban e 0,6% con enoxaparina.

In conclusione

Lo studio ha mostrato che nei pazienti con malattie acute e un valore elevato di d-dimero, non c'è una differenza significativa nell'efficacia tra un trattamento prolungato con betrixaban e il trattamento standard con enoxaparina. Entrambi i trattamenti hanno avuto un basso rischio di sanguinamenti importanti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA