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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/11/2021 Lettura: ~3 min

Il ruolo dei DOAC nella prevenzione dei trombi: l'uso di dosaggi ridotti

Fonte
Luca Sgarra, Antonio Di Monaco, Ente Ecclesiastico F. Miulli – Dipartimento di Cardiologia, Acquaviva delle Fonti, Bari

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Sgarra - Di Monaco Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Gli anticoagulanti diretti orali, noti come DOAC, sono farmaci importanti per prevenire la formazione di trombi nel sangue. Questo testo spiega come dosaggi più bassi di questi farmaci possano essere utili e sicuri in diverse situazioni mediche, offrendo un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza.

Che cosa sono i DOAC e perché si usano a dosaggi ridotti

I DOAC sono farmaci anticoagulanti che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Rispetto ai vecchi farmaci, come gli antagonisti della vitamina K, i DOAC hanno un migliore equilibrio tra benefici e rischi, soprattutto per quanto riguarda il rischio di sanguinamento.

Uso dei dosaggi ridotti nei DOAC per la fibrillazione atriale

Nei pazienti con fibrillazione atriale, i DOAC a dosi ridotte riducono il rischio di ictus, in particolare quello causato da sanguinamenti nel cervello. Tra questi, il dabigatran e l’edoxaban mostrano una significativa riduzione degli ictus emorragici.

Tuttavia, l’edoxaban può essere meno efficace nel prevenire ictus ischemici (causati da un blocco del flusso sanguigno) ma comporta un rischio minore di sanguinamenti nello stomaco rispetto al dabigatran. Inoltre, edoxaban sembra causare meno sanguinamenti gravi rispetto a dabigatran quando usato a basse dosi.

Dosaggi ridotti dei DOAC nella prevenzione dei trombi venosi

Profilassi secondaria (dopo un evento trombotico)

  • Trattamento esteso della trombosi venosa profonda (TVP) e dell’embolia polmonare (EP): l’uso di dosi ridotte di DOAC come apixaban e rivaroxaban ha mostrato una buona efficacia nel prevenire nuove trombosi, con un aumento contenuto del rischio di sanguinamenti.
  • Nei pazienti con cancro: poiché il rischio di trombosi è più alto, si raccomanda di proseguire l’anticoagulazione, ma non ci sono ancora studi chiari sull’uso di dosi ridotte di DOAC in questo caso. La scelta della dose deve essere valutata caso per caso.

Profilassi primaria (prima che si verifichi un evento trombotico)

  • Nei pazienti oncologici ad alto rischio: apixaban e rivaroxaban a dosi ridotte hanno dimostrato di ridurre il rischio di trombosi, ma con un aumento del rischio di sanguinamenti maggiori.
  • Dopo interventi di chirurgia ortopedica (come protesi di ginocchio o anca): i DOAC a dosi ridotte (rivaroxaban, apixaban, dabigatran) sono efficaci nel prevenire trombosi, spesso più efficaci rispetto alle eparine a basso peso molecolare, con un profilo di sicurezza accettabile.

Dosaggi ridotti dei DOAC nella prevenzione dei trombi arteriosi

Profilassi primaria

Nei pazienti con malattie delle arterie coronarie o periferiche, l’associazione di aspirina con una bassa dose di rivaroxaban riduce il rischio di eventi ischemici (come infarti o ictus) rispetto all’aspirina da sola. Tuttavia, vi è un aumento del rischio di sanguinamenti maggiori non cerebrali.

Profilassi secondaria

  • Stroke embolico da fonte indeterminata: i dosaggi ridotti di dabigatran e rivaroxaban sono risultati simili all’aspirina nel prevenire nuovi ictus, con differenze nel rischio di sanguinamenti.
  • Pazienti con fibrillazione atriale e sindrome coronarica acuta: studi recenti mostrano che l’uso di DOAC a dosi ridotte in combinazione con antiaggreganti può ridurre il rischio di sanguinamenti rispetto alle terapie tradizionali, mantenendo una buona protezione contro eventi ischemici.

In conclusione

I dosaggi ridotti dei DOAC rappresentano una strategia efficace e più sicura per prevenire la formazione di trombi in molte condizioni mediche, come la fibrillazione atriale, la trombosi venosa e le malattie arteriose. L’uso di queste dosi più basse può permettere una prevenzione prolungata con un rischio minore di sanguinamenti, ma la scelta del dosaggio deve sempre essere valutata attentamente in base alle caratteristiche di ogni paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Sgarra - Di Monaco

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