Che cosa è successo alla paziente
Una donna di 30 anni si è presentata con gonfiore alla gamba sinistra. Dopo una visita medica, è stato calcolato uno score di Wells pari a 3, che indica un alto rischio di trombosi venosa profonda (TVP), cioè la formazione di un coagulo di sangue nelle vene profonde della gamba.
Un esame ecografico ha confermato la presenza di una TVP nella gamba destra, precisamente nelle vene femorale e poplitea.
Primi esami e diagnosi
Per approfondire la situazione, sono stati fatti vari esami del sangue e un’ecografia dell’addome:
- D-Dimero: sostanza che aumenta quando c’è un coagulo;
- funzionalità renale (per controllare i reni);
- emocromo completo (conta delle cellule del sangue);
- test genetici per verificare la presenza di trombofilia, cioè una predisposizione a formare coaguli;
- ecografia dell’addome e della pelvi per controllare le vene interne.
I risultati hanno mostrato un D-Dimero elevato (1585 ng/ml) e un test genetico positivo per la trombofilia da fattore V Leiden in omozigosi, una condizione genetica che aumenta il rischio di trombosi. Inoltre, l’ecografia ha evidenziato una trombosi nel ramo sinistro della vena porta, una vena importante che porta il sangue al fegato.
Trattamento iniziale
La paziente ha iniziato una terapia con un farmaco anticoagulante chiamato Edoxaban (60 mg al giorno) per 3-6 mesi, insieme all’uso di una calza elastica compressiva per aiutare la circolazione nella gamba.
È stato programmato un controllo ecografico dell’addome dopo 3 mesi per valutare l’evoluzione della trombosi.
Controlli successivi e andamento della malattia
Dopo 3 mesi, la paziente ha mostrato un miglioramento del gonfiore alla gamba, senza effetti collaterali legati al farmaco. L’ecografia ha mostrato:
- una parziale apertura (ricanalizzazione) della trombosi nella gamba;
- la persistenza della trombosi nella vena porta sinistra, senza peggioramenti.
La terapia con Edoxaban è stata confermata e si è deciso di proseguire con un nuovo controllo dopo altri 3 mesi.
Al controllo successivo, si è osservata:
- una completa apertura della trombosi nella gamba;
- una parziale apertura anche della trombosi nella vena porta sinistra, con segni di miglioramento.
Si è quindi deciso di continuare il trattamento anticoagulante a lungo termine, con controlli ogni 6 mesi.
Risultati a lungo termine
Dopo ulteriori 6 mesi, i controlli hanno confermato:
- la completa apertura della trombosi nella gamba;
- la continua apertura della trombosi nella vena porta sinistra.
La paziente ha continuato la terapia con Edoxaban senza complicazioni, mantenendo controlli regolari ogni 6 mesi.
In conclusione
Questo caso mostra come una giovane donna con una predisposizione genetica alla formazione di coaguli abbia sviluppato trombosi sia nella gamba che nella vena porta del fegato. Grazie a una diagnosi tempestiva e a un trattamento anticoagulante adeguato, la paziente ha ottenuto un miglioramento significativo senza complicazioni. Il monitoraggio regolare con esami ecografici ha permesso di seguire l’evoluzione della malattia e adattare la terapia nel tempo.