Che cos'è l'ACC 2017
L'American College of Cardiology (ACC) 2017 si è svolto a Washington dal 17 al 19 marzo. Il congresso ha proposto un programma ricco di sessioni formative, pensate per facilitare l'apprendimento attraverso dibattiti, discussioni di casi complessi, simulazioni e altro ancora. Sono stati creati 10 percorsi clinici con oltre 300 sessioni, per soddisfare diversi modi di apprendere e coinvolgere i partecipanti.
Studio SURTAVI: confronto tra TAVI e chirurgia tradizionale
Uno degli studi più importanti presentati è stato il SURTAVI Trial, che ha confrontato due modi di trattare la stenosi aortica severa in pazienti a rischio intermedio:
- TAVI (sostituzione della valvola aortica tramite catetere, una procedura meno invasiva)
- Chirurgia tradizionale (intervento aperto per sostituire la valvola)
La stenosi aortica severa è una condizione in cui la valvola aortica si restringe, rendendo difficile il passaggio del sangue dal cuore al resto del corpo. Se non trattata, può portare a un alto rischio di morte entro uno o due anni dall'inizio dei sintomi.
Lo studio ha coinvolto 1.746 pazienti con una media di circa 80 anni, che erano sintomatici e avevano un rischio intermedio di complicazioni. I risultati principali hanno mostrato che:
- Il tasso di morte e ictus a due anni è stato simile tra i pazienti trattati con TAVI e quelli sottoposti a chirurgia (circa 13-14%).
- La TAVI si è dimostrata sicura ed efficace quanto la chirurgia tradizionale, senza superiorità statistica.
- A 30 giorni, la TAVI ha ridotto il rischio di ictus rispetto alla chirurgia.
- La valvola impiantata con TAVI ha mostrato un funzionamento leggermente migliore in termini di apertura e flusso del sangue.
- La TAVI ha però presentato una maggiore incidenza di alcune complicazioni, come perdite intorno alla valvola e necessità di pacemaker.
- La chirurgia ha mostrato più casi di trasfusioni, ictus, insufficienza renale e fibrillazione atriale nel primo mese.
I ricercatori continueranno a seguire i pazienti per cinque anni per valutare gli effetti a lungo termine. Inoltre, è in corso uno studio per valutare la TAVI anche in pazienti a basso rischio.
Studio EINSTEIN CHOICE: prevenzione della trombosi venosa
Un altro studio importante presentato è stato l'EINSTEIN CHOICE Trial, che ha valutato l'uso di una bassa dose di rivaroxaban, un farmaco anticoagulante, per prevenire la recidiva di trombosi venosa (formazione di coaguli nelle vene) in pazienti ad alto rischio.
La trombosi venosa può ripresentarsi anche dopo un trattamento anticoagulante iniziale di 6-12 mesi. Lo studio ha confrontato:
- Due dosi di rivaroxaban (10 mg e 20 mg al giorno)
- Acido acetilsalicilico (ASA, aspirina) a 100 mg al giorno
I risultati hanno mostrato che:
- Entrambe le dosi di rivaroxaban hanno ridotto il rischio di recidiva di trombosi più di tre volte rispetto all'aspirina.
- Non c'è stato un aumento significativo del rischio di sanguinamenti gravi con rivaroxaban rispetto all'aspirina.
- Il trattamento è risultato sicuro e ben tollerato.
Studio GEMINI-ACS-1: sicurezza di rivaroxaban in sindrome coronarica acuta
Il GEMINI-ACS-1 Trial ha studiato la sicurezza di rivaroxaban in aggiunta a farmaci antiaggreganti piastrinici (clopidogrel o ticagrelor) in pazienti con sindrome coronarica acuta, che include condizioni come infarto e angina instabile.
Attualmente, il trattamento standard prevede l'uso di aspirina insieme a un altro farmaco antiaggregante. Questo studio ha confrontato la sostituzione dell'aspirina con rivaroxaban a basso dosaggio, valutando il rischio di sanguinamenti.
I risultati principali sono stati:
- Non c'è stato un aumento significativo delle complicanze emorragiche con rivaroxaban rispetto all'aspirina.
- Il numero di eventi come infarto o ictus è stato simile nei due gruppi.
- Lo studio ha coinvolto oltre 3.000 pazienti, con un'età media di 63 anni.
Questi risultati suggeriscono che rivaroxaban può essere una valida alternativa all'aspirina in questo contesto, ma sono necessari ulteriori studi per confermare questi dati.
In conclusione
All'ACC 2017 sono stati presentati studi che offrono nuove informazioni importanti per la cura delle malattie cardiache e vascolari. In particolare:
- La TAVI è risultata sicura ed efficace quanto la chirurgia tradizionale per la stenosi aortica in pazienti a rischio intermedio.
- Il rivaroxaban a bassa dose può ridurre significativamente il rischio di recidiva di trombosi venosa senza aumentare i sanguinamenti gravi.
- In pazienti con sindrome coronarica acuta, rivaroxaban in aggiunta a farmaci antiaggreganti non aumenta il rischio di sanguinamenti rispetto all'aspirina.
Questi risultati rappresentano passi avanti importanti nella gestione delle malattie cardiovascolari, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza e l'efficacia dei trattamenti per i pazienti.