Che cosa sono ACE-inibitori e sartani
Gli ACE-inibitori (ACEi) e i sartani sono due tipi di farmaci comunemente usati per trattare pazienti con problemi al cuore o ai vasi sanguigni. Entrambi aiutano a ridurre la pressione sanguigna e a proteggere il cuore, ma agiscono in modo leggermente diverso.
Lo studio REACH
Il registro REACH è un grande studio che ha seguito oltre 69.000 persone con alto rischio cardiovascolare. Questo rischio era definito dalla presenza di almeno tre fattori di rischio (come pressione alta, diabete, fumo) o da una malattia cardiovascolare già nota.
Per questa analisi sono stati considerati 40.625 pazienti che assumevano ACE-inibitori o sartani. Circa il 68% usava ACE-inibitori, mentre il 32% prendeva sartani.
Cosa è stato misurato
Lo studio ha valutato la comparsa di eventi cardiovascolari importanti in un periodo di 4 anni. Questi eventi includevano:
- morte per malattie cardiovascolari
- infarto del cuore non fatale
- ictus non fatale
- ricovero in ospedale per malattie cardiovascolari
Inoltre, sono stati considerati anche i singoli eventi e la mortalità per qualsiasi causa.
Risultati principali
I pazienti trattati con sartani hanno mostrato una incidenza inferiore di eventi cardiovascolari rispetto a quelli con ACE-inibitori:
- 29,2% contro 33,4% di eventi cardiovascolari maggiori
- 6,9% contro 8,2% di mortalità cardiovascolare
- 11,6% contro 12,6% di mortalità per tutte le cause
Questi dati indicano una riduzione di circa il 10% degli eventi nei pazienti che assumevano sartani.
Quando i sartani sono più efficaci
La riduzione della mortalità con i sartani è stata particolarmente evidente nei pazienti che avevano già una malattia cardiovascolare, cioè in prevenzione secondaria. Invece, nei pazienti senza malattia nota (prevenzione primaria), questa differenza non è risultata significativa.
In conclusione
Lo studio REACH suggerisce che, nei pazienti con alto rischio cardiovascolare, soprattutto in quelli con malattia già nota, i sartani possono essere più efficaci degli ACE-inibitori nel prevenire eventi gravi come infarto, ictus e morte. Questi risultati aiutano a comprendere meglio quale trattamento scegliere per proteggere il cuore e i vasi sanguigni.