CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 05/09/2017 Lettura: ~2 min

Confronto tra ACE-inibitori e sartani nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare

Fonte
Potier L et al. Heart 2017;103:1339–1346. doi:10.1136/heartjnl-2016-310705.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato due tipi di farmaci usati per proteggere il cuore e i vasi sanguigni in persone con alto rischio di problemi cardiovascolari. L'obiettivo è capire quale farmaco possa essere più efficace nel prevenire eventi gravi come infarti o ictus.

Che cosa sono ACE-inibitori e sartani

Gli ACE-inibitori (ACEi) e i sartani sono due tipi di farmaci comunemente usati per trattare pazienti con problemi al cuore o ai vasi sanguigni. Entrambi aiutano a ridurre la pressione sanguigna e a proteggere il cuore, ma agiscono in modo leggermente diverso.

Lo studio REACH

Il registro REACH è un grande studio che ha seguito oltre 69.000 persone con alto rischio cardiovascolare. Questo rischio era definito dalla presenza di almeno tre fattori di rischio (come pressione alta, diabete, fumo) o da una malattia cardiovascolare già nota.

Per questa analisi sono stati considerati 40.625 pazienti che assumevano ACE-inibitori o sartani. Circa il 68% usava ACE-inibitori, mentre il 32% prendeva sartani.

Cosa è stato misurato

Lo studio ha valutato la comparsa di eventi cardiovascolari importanti in un periodo di 4 anni. Questi eventi includevano:

  • morte per malattie cardiovascolari
  • infarto del cuore non fatale
  • ictus non fatale
  • ricovero in ospedale per malattie cardiovascolari

Inoltre, sono stati considerati anche i singoli eventi e la mortalità per qualsiasi causa.

Risultati principali

I pazienti trattati con sartani hanno mostrato una incidenza inferiore di eventi cardiovascolari rispetto a quelli con ACE-inibitori:

  • 29,2% contro 33,4% di eventi cardiovascolari maggiori
  • 6,9% contro 8,2% di mortalità cardiovascolare
  • 11,6% contro 12,6% di mortalità per tutte le cause

Questi dati indicano una riduzione di circa il 10% degli eventi nei pazienti che assumevano sartani.

Quando i sartani sono più efficaci

La riduzione della mortalità con i sartani è stata particolarmente evidente nei pazienti che avevano già una malattia cardiovascolare, cioè in prevenzione secondaria. Invece, nei pazienti senza malattia nota (prevenzione primaria), questa differenza non è risultata significativa.

In conclusione

Lo studio REACH suggerisce che, nei pazienti con alto rischio cardiovascolare, soprattutto in quelli con malattia già nota, i sartani possono essere più efficaci degli ACE-inibitori nel prevenire eventi gravi come infarto, ictus e morte. Questi risultati aiutano a comprendere meglio quale trattamento scegliere per proteggere il cuore e i vasi sanguigni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA

Argomenti che potrebbero interessarti

Selezionati in base ai temi di questo articolo