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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/11/2017 Lettura: ~2 min

La TAVI nei pazienti con frazione d'eiezione ridotta: risultati dal registro TAVIK

Fonte
Schymik G et al. Clin Res Cardiol. 2017 Aug 21. doi: 10.1007/s00392-017-1151-9.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha valutato come va la salute di pazienti con problemi al cuore, in particolare con una funzione ridotta del ventricolo sinistro, dopo aver subito un intervento chiamato TAVI. L'obiettivo è capire meglio i rischi e i risultati di questa procedura in persone con diverse condizioni del cuore.

Che cos'è la TAVI e la frazione d'eiezione

TAVI significa "sostituzione valvolare aortica transcatetere". È un intervento per sostituire la valvola aortica del cuore senza aprire il torace, usando un catetere. La frazione d'eiezione (FE) è una misura che indica quanto bene il cuore pompa il sangue. Una FE normale è superiore al 40%, mentre valori più bassi indicano una funzione cardiaca ridotta.

Lo studio e i gruppi di pazienti

Lo studio ha analizzato dati raccolti tra il 2008 e il 2015 in Germania, nel registro chiamato TAVIK. Sono stati divisi i pazienti in tre gruppi secondo la loro FE:

  • FE severamente ridotta: meno del 30% (109 pazienti)
  • FE ridotta: tra 30% e 40% (201 pazienti)
  • FE conservata o mid-range: superiore al 40% (1690 pazienti)

Risultati principali

  • I pazienti con FE severamente ridotta e quelli con FE conservata o mid-range hanno avuto lo stesso numero di complicazioni entro 30 giorni dall'intervento.
  • Tuttavia, la sopravvivenza era più bassa per chi aveva FE inferiore al 30%, con percentuali di sopravvivenza a 48 ore, 30 giorni e un anno significativamente più basse rispetto agli altri.
  • Il rischio di morte aumentava anche con l'età e in presenza di altre malattie, come problemi alle arterie periferiche o insufficienza renale cronica.

Cosa significa per i pazienti

Una frazione d'eiezione inferiore al 30% non impedisce di sottoporsi alla TAVI, ma è importante sapere che in questi casi il rischio di mortalità è più alto, soprattutto se ci sono altre malattie importanti. Questo aiuta i medici a valutare meglio i rischi e a informare i pazienti.

In conclusione

Lo studio mostra che la TAVI è una procedura possibile anche per pazienti con funzione cardiaca molto ridotta. Tuttavia, la sopravvivenza è più bassa in chi ha una frazione d'eiezione molto bassa, specialmente se ci sono altre condizioni di salute che aumentano il rischio. Questi dati aiutano a capire meglio i risultati della TAVI in diversi tipi di pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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