Che cosa è lo studio REMEDIAL II
Lo studio REMEDIAL II è stato condotto in Italia su 292 pazienti con insufficienza renale cronica, cioè una ridotta funzione dei reni che dura nel tempo. Questi pazienti dovevano sottoporsi a un esame chiamato studio emodinamico, che utilizza un mezzo di contrasto per vedere meglio il cuore e i vasi sanguigni.
I metodi di idratazione confrontati
Per proteggere i reni, i pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- Un gruppo ha ricevuto un' idratazione convenzionale con soluzione salina (acqua con sale) e un farmaco chiamato N-acetilcisteina (NAC).
- Il secondo gruppo ha ricevuto una idratazione guidata usando un dispositivo chiamato RenalGuard System™. Questo sistema aiuta a mantenere un equilibrio preciso tra i liquidi introdotti e quelli eliminati con l'urina, evitando così sia un eccesso che una carenza di liquidi. Anche in questo gruppo è stata usata la soluzione salina, NAC e una piccola dose di un diuretico chiamato furosemide.
Risultati principali
- Il problema che si voleva evitare è l'insufficienza renale acuta indotta da contrasto (CI-AKI), cioè un peggioramento improvviso della funzione renale causato dal mezzo di contrasto.
- Nel gruppo con il sistema RenalGuard, solo il 11% dei pazienti ha sviluppato questo problema, contro il 20,5% nel gruppo con idratazione convenzionale.
- La necessità di ricorrere alla dialisi (un trattamento che sostituisce la funzione dei reni) è stata più bassa nel gruppo RenalGuard (0,7%) rispetto al gruppo convenzionale (4,1%), anche se questa differenza non è risultata statisticamente molto forte.
- Inoltre, nel gruppo RenalGuard si sono verificati meno eventi gravi come edema polmonare acuto (accumulo di liquidi nei polmoni) e morti.
- La durata della degenza ospedaliera è stata simile nei due gruppi.
In conclusione
Lo studio REMEDIAL II mostra che un sistema di idratazione personalizzato e controllato come il RenalGuard System™ può ridurre il rischio di danno renale acuto dopo l'uso di mezzo di contrasto in pazienti con insufficienza renale cronica. Questo metodo sembra anche diminuire alcune complicazioni gravi, pur senza influire sulla durata della permanenza in ospedale.