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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/04/2013 Lettura: ~2 min

I segni di disfunzione d’organo aumentano il rischio di mortalità dopo l’impianto di un defibrillatore impiantabile

Fonte
Europace (2013) 15 (4): 508-514.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Alcuni segni di problemi a fegato, polmoni o reni possono influire sulla sopravvivenza di chi riceve un defibrillatore impiantabile (ICD). Questo dispositivo aiuta il cuore a mantenere il ritmo corretto, ma la presenza di disfunzioni d’organo può aumentare il rischio di mortalità entro un anno dall’intervento. Qui spieghiamo quali sono questi segni e cosa significa per i pazienti.

Che cosa sono i markers clinici di disfunzione d’organo?

I markers clinici sono segni o valori di esami che indicano un funzionamento non ottimale di un organo. In questo studio sono stati considerati tre tipi di disfunzione:

  • Disfunzione epatica (del fegato): valori elevati di due enzimi chiamati aspartato transaminasi e alanina transaminasi, o un tempo di coagulazione del sangue più lungo del normale (senza uso di farmaci anticoagulanti).
  • Disfunzione respiratoria (dei polmoni): necessità di ventilazione meccanica, cioè assistenza per respirare, nei tre mesi prima dell’impianto del defibrillatore.
  • Disfunzione renale (dei reni): valori alterati di creatinina nel sangue o una ridotta capacità di filtrare il sangue (velocità di filtrazione glomerulare bassa).

Cosa è stato studiato?

Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di 283 pazienti che hanno ricevuto un ICD per prevenire problemi cardiaci gravi. Hanno valutato se la presenza di uno o più di questi segni di disfunzione d’organo fosse collegata a un aumento del rischio di morte entro un anno dall’impianto.

Risultati principali

  • Se non erano presenti disfunzioni d’organo, la mortalità ad un anno era molto bassa, circa l’1,9%.
  • Se c’era la disfunzione di un solo organo, il rischio di morte aumentava al 14,3%.
  • Se erano presenti due o più segni di disfunzione, la mortalità saliva fino al 38,1% entro un anno.

Cosa significa per i pazienti?

Questi risultati mostrano che anche con un defibrillatore impiantabile, la presenza di problemi importanti a fegato, polmoni o reni può aumentare il rischio di mortalità entro un anno. Questo aiuta i medici a valutare meglio la situazione di ogni paziente e a capire quali fattori possono influenzare l’esito a lungo termine.

In conclusione

I segni di disfunzione di uno o più organi importanti sono associati a un aumento significativo del rischio di morte entro un anno dopo l’impianto di un defibrillatore impiantabile. Conoscere questi segni aiuta a comprendere meglio la salute generale del paziente e le sfide che può incontrare dopo l’intervento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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