Che cosa è stato studiato
Lo studio ha esaminato pazienti con insufficienza cardiaca che avevano una ridotta frazione di eiezione, cioè una funzione del cuore meno efficiente nel pompare il sangue. Questi pazienti erano divisi in due gruppi: uno con ritmo cardiaco normale (ritmo sinusale) e uno con fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare.
Il ruolo della frequenza cardiaca
La frequenza cardiaca (FC) è il numero di battiti del cuore al minuto. Lo studio ha mostrato che un aumento della frequenza cardiaca è legato a un aumento del rischio di morte per qualsiasi causa. Nel gruppo con ritmo normale, il rischio cresceva progressivamente con l'aumentare dei battiti per minuto, superando di molto il rischio quando la frequenza era superiore a 100 battiti al minuto.
Nel gruppo con fibrillazione atriale, invece, il rischio aumentava in modo significativo solo quando la frequenza cardiaca superava i 100 battiti al minuto.
L'effetto dei beta bloccanti
I beta bloccanti sono farmaci che aiutano a ridurre la frequenza cardiaca. Lo studio ha dimostrato che, assumendo questi farmaci, il rischio di morte diminuiva in entrambi i gruppi di pazienti:
- Riduzione del rischio a 0,77 volte nel gruppo con ritmo normale
- Riduzione del rischio a 0,71 volte nel gruppo con fibrillazione atriale
Questo significa che i beta bloccanti sono utili per migliorare la prognosi sia in chi ha un battito cardiaco regolare sia in chi ha fibrillazione atriale.
In conclusione
Un aumento della frequenza cardiaca è associato a un maggior rischio di morte in persone con insufficienza cardiaca, sia con ritmo normale sia con fibrillazione atriale. I beta bloccanti, riducendo la frequenza cardiaca, aiutano a diminuire questo rischio in entrambe le situazioni.