Che cosa è stato studiato
Molti pazienti che devono impiantare un pacemaker (PM) o un defibrillatore impiantabile (ICD) assumono un farmaco chiamato warfarin, che serve a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.
Quando questi pazienti devono fare l'intervento, le linee guida spesso suggeriscono di sospendere il warfarin e sostituirlo temporaneamente con un altro farmaco anticoagulante chiamato eparina (terapia ponte), per ridurre il rischio di sanguinamento durante l’operazione.
Tuttavia, ci sono pochi studi che dimostrano se sia sicuro o meno continuare a prendere il warfarin senza interruzione durante l’impianto del dispositivo.
Come è stato condotto lo studio
- 681 pazienti con un alto rischio di problemi da coaguli (almeno 5% all’anno) che dovevano impiantare un pacemaker o un defibrillatore.
- I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato a prendere il warfarin senza interruzioni, l’altro ha ricevuto la terapia ponte con eparina.
- Il principale risultato osservato è stato la comparsa di ematomi della tasca, cioè raccolte di sangue nel punto dove viene impiantato il dispositivo, che erano abbastanza gravi da richiedere un ricovero più lungo, la sospensione della terapia anticoagulante o un nuovo intervento chirurgico.
Risultati principali
- Nel gruppo che ha continuato il warfarin, solo il 3,5% dei pazienti ha sviluppato un ematoma significativo.
- Nel gruppo con terapia ponte a base di eparina, il 16% dei pazienti ha avuto questo tipo di ematoma.
- Le complicanze più gravi, come problemi al cuore o ictus, sono state rare e simili in entrambi i gruppi.
Cosa significa questo
Continuare il trattamento con warfarin durante l’impianto di un pacemaker o di un defibrillatore può ridurre notevolmente il rischio di sanguinamenti importanti nella zona dell’intervento, rispetto a sospendere il warfarin e usare l’eparina come terapia ponte.
In conclusione
Questo studio mostra che non interrompere il warfarin durante l’impianto di pacemaker o defibrillatori è una strategia più sicura per ridurre il rischio di ematomi significativi, senza aumentare le complicanze gravi legate al cuore o al sangue.