CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 14/02/2014 Lettura: ~2 min

Gestione della terapia anticoagulante durante l’impianto di pacemaker e defibrillatori

Fonte
G Ital Cardiol 2013;14(11):719-723.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando si deve impiantare un pacemaker o un defibrillatore, molti pazienti assumono farmaci anticoagulanti come il warfarin per prevenire problemi legati alla formazione di coaguli. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato due modi diversi di gestire questi farmaci durante l’intervento, per capire quale sia più sicuro e riduca le complicazioni.

Che cosa significa la terapia anticoagulante

La terapia anticoagulante serve a ridurre il rischio di formazione di coaguli nel sangue, che possono causare eventi gravi come ictus o infarti. Il warfarin è un farmaco anticoagulante molto usato. Spesso, quando si deve fare un intervento chirurgico come l’impianto di un pacemaker (PM) o di un defibrillatore (ICD), si deve decidere come gestire questo trattamento per evitare sia il rischio di sanguinamento sia quello di coaguli.

Le due strategie a confronto

  • Proseguire la terapia con warfarin durante l’intervento.
  • Sospendere il warfarin e sostituirlo temporaneamente con eparina, un altro tipo di anticoagulante, chiamata "terapia ponte".

La terapia ponte è spesso raccomandata per i pazienti con alto rischio di eventi tromboembolici, cioè con maggiore probabilità di sviluppare coaguli pericolosi.

Risultati dello studio BRUISE Control

Lo studio ha coinvolto pazienti con un rischio elevato (almeno 5% all’anno) di eventi tromboembolici. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato a prendere il warfarin, l’altro ha sospeso il warfarin e ha ricevuto la terapia ponte con eparina.

L’obiettivo principale era valutare la comparsa di ematomi clinicamente significativi nella zona dove è stato impiantato il dispositivo. Un ematoma significativo è un accumulo di sangue che può richiedere un prolungamento della degenza in ospedale, l’interruzione della terapia anticoagulante o un nuovo intervento chirurgico.

Cosa è emerso

  • Nel gruppo che ha continuato il warfarin, solo il 3,5% dei pazienti ha sviluppato un ematoma significativo.
  • Nel gruppo con terapia ponte con eparina, la percentuale è stata molto più alta, il 16%.

Le complicazioni più gravi, come problemi chirurgici o eventi tromboembolici (ad esempio ictus o infarto), sono state rare e simili in entrambi i gruppi.

In conclusione

Questo studio mostra che continuare il trattamento con warfarin durante l’impianto di pacemaker o defibrillatori è più sicuro rispetto a sospenderlo e sostituirlo con eparina. In particolare, la prosecuzione del warfarin riduce significativamente il rischio di ematomi importanti nella zona dell’intervento, senza aumentare le complicazioni gravi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA