Che cosa sono le sindromi coronariche croniche
Le sindromi coronariche croniche sono malattie del cuore causate da problemi alle arterie che portano il sangue al muscolo cardiaco. Questi problemi possono causare sintomi come dolore al petto o difficoltà a respirare.
Come viene valutato il paziente
La valutazione iniziale è molto dettagliata e comprende:
- Analisi della storia medica e dei fattori di rischio per il cuore.
- Descrizione precisa dei sintomi, come quando iniziano, quanto durano, il tipo di dolore, dove si localizzano e cosa li peggiora o migliora.
- Considerazione di sintomi meno tipici, come dolore al petto legato allo stress emotivo, mancanza di respiro, vertigini, dolore che si irradia a braccia, mandibola, collo o schiena, e stanchezza.
Strumenti per stimare il rischio
Per capire quanto è probabile che una persona abbia una malattia coronarica, si usa un modello chiamato "Risk Factor-weighted Clinical Likelihood". Questo modello tiene conto dei fattori di rischio e di altri esami come:
- Controllo delle arterie periferiche.
- Elettrocardiogramma (ECG) a riposo.
- Ecocardiografia (ecografia del cuore).
- Presenza di calcificazioni nelle arterie viste con esami di imaging precedenti.
Nuove raccomandazioni diagnostiche
Per i pazienti con bassa o media probabilità di malattia coronarica, si consiglia l'uso della tomografia computerizzata coronarica (CCTA). Questo esame aiuta a diagnosticare la malattia e a prevedere come potrà evolvere.
Inoltre, per chi ha un sospetto di angina vasospastica (un tipo particolare di dolore al petto), si suggerisce di usare l'elettrocardiogramma ambulatoriale per identificare forme meno evidenti e intervenire prima possibile.
Trattamenti personalizzati e nuovi farmaci
Le linee guida sottolineano l'importanza di adattare la terapia a ogni persona per migliorare la qualità della vita e la prognosi. Tra i trattamenti fondamentali ci sono:
- Terapia antitrombotica (per prevenire la formazione di coaguli).
- Terapia ipolipemizzante (per abbassare il colesterolo).
Inoltre, sono stati introdotti nuovi farmaci che agiscono sull'infiammazione, sul metabolismo e sull'obesità, con benefici per il cuore:
- Inibitori SGLT2: farmaci che aiutano a gestire il diabete e l'obesità, riducendo anche il rischio di ricovero e morte per problemi cardiaci.
- Semaglutide: un farmaco che può essere usato in persone con sindromi coronariche croniche e sovrappeso o obesità, anche senza diabete, per ridurre il rischio di eventi cardiaci gravi.
- Colchicina a bassa dose: un farmaco antinfiammatorio che può aiutare a prevenire nuovi problemi cardiaci in pazienti ad alto rischio, agendo sull'infiammazione cronica che contribuisce alla malattia delle arterie.
Stile di vita e riabilitazione
È importante seguire uno stile di vita sano, che includa:
- Attività fisica aerobica per 150-300 minuti a settimana a intensità moderata, oppure 75-150 minuti a intensità elevata.
- Riduzione del tempo passato seduti.
Per aiutare a mantenere queste abitudini, si consiglia la riabilitazione cardiaca domiciliare e l'uso di strumenti digitali per la salute.
Interventi per la rivascolarizzazione
Nei pazienti con ostruzioni importanti nelle arterie coronariche e alto rischio, può essere necessario un intervento per migliorare il flusso di sangue al cuore. Le linee guida raccomandano:
- Intervento coronarico percutaneo (una procedura che apre le arterie bloccate) per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita.
- Valutazione accurata durante la coronarografia per decidere se l'intervento è necessario.
- Coinvolgimento attivo del paziente nelle decisioni sul trattamento, tenendo conto delle sue preferenze e aspettative.
Gestione dei sintomi senza ostruzioni evidenti
In alcuni pazienti con sintomi di angina o ischemia ma senza ostruzioni evidenti nelle arterie (chiamati ANOCA o INOCA), è consigliata una terapia personalizzata basata su esami specifici per migliorare i sintomi e la qualità della vita.
In conclusione
Le nuove linee guida ESC 2024 rappresentano un importante passo avanti nella cura delle sindromi coronariche croniche. Puntano a una diagnosi più precisa, a trattamenti personalizzati e al coinvolgimento attivo del paziente. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita, prevenire eventi gravi e gestire al meglio la malattia, considerando anche il ruolo dell'infiammazione e dell'obesità.