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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/09/2014 Lettura: ~2 min

Impianto di pacemaker in caso di destrocardia: cosa sapere sull'anatomia

Fonte
Europace (2014) 16 (9): 1327-1333 doi:10.1093/europace/euu024.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La destrocardia è una condizione rara in cui il cuore si trova sul lato destro del torace invece che sul sinistro. Questo può rendere l'impianto di un pacemaker più complesso. Qui spieghiamo in modo semplice cosa significa e cosa aspettarsi da questa procedura in caso di destrocardia.

Che cos'è la destrocardia

La destrocardia è una malformazione congenita, cioè presente dalla nascita, in cui il cuore è posizionato sul lato destro del torace anziché sul lato sinistro come normalmente accade. Questa condizione può essere associata a variazioni nell'anatomia del cuore e dei vasi sanguigni.

Impianto di pacemaker in destrocardia

Il pacemaker è un dispositivo che aiuta a regolare il battito cardiaco quando il cuore batte troppo lentamente o in modo irregolare. Impiantare un pacemaker in persone con destrocardia può essere più difficile perché l'anatomia del cuore è diversa dal solito.

Uno studio ha analizzato sei pazienti con destrocardia che hanno ricevuto un pacemaker tra il 2006 e il 2013. Tra questi pazienti:

  • Tre avevano la destrocardia con situs solitus, cioè la posizione normale degli altri organi, ma con il cuore a destra.
  • Tre avevano la destrocardia con situs inversus, cioè una posizione speculare degli organi, come se fossero invertiti.

In alcuni casi, erano presenti anche altre particolarità anatomiche, come la trasposizione corretta delle grandi arterie, cioè un diverso collegamento tra cuore e vasi sanguigni.

Perché è necessario il pacemaker

Le ragioni per cui questi pazienti hanno avuto bisogno del pacemaker erano:

  • Blocco completo atrioventricolare (AV), cioè un problema nella trasmissione degli impulsi elettrici tra le parti del cuore, che causa un battito molto lento o irregolare.
  • Blocco AV di alto grado o disfunzione del nodo del seno, che sono altre forme di problemi nel controllo del ritmo cardiaco.

Risultati e follow-up

Durante un periodo di controllo medio di quasi 4 anni, la maggior parte dei pazienti ha avuto un buon risultato dopo l'impianto del pacemaker. Solo un paziente ha dovuto sostituire il generatore di impulsi, che è la parte del pacemaker che produce gli stimoli elettrici.

Come affrontare le difficoltà

Dato che l'anatomia è diversa e può rendere l'intervento più complesso, è utile utilizzare tecniche di imaging, come l'angiografia, che permette di vedere con precisione la forma e la posizione delle camere del cuore e dei vasi sanguigni. Questo aiuta il medico a pianificare e realizzare l'impianto in modo più sicuro ed efficace.

In conclusione

La destrocardia rende l'impianto di pacemaker più impegnativo a causa delle differenze anatomiche. Tuttavia, con l'aiuto di tecniche di imaging e una buona esperienza, l'intervento può essere eseguito con successo. I risultati a lungo termine sono generalmente positivi, con buona sopravvivenza e funzionamento del pacemaker.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier

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