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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/03/2017 Lettura: ~2 min

Rischi della risonanza magnetica in pazienti con pacemaker o defibrillatori

Fonte
N Engl J Med 2017; 376:755-764 February 23, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1603265. Robert J. Russo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefania Zannoni Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La risonanza magnetica (MRI) è una tecnica di imaging molto utile, ma in passato si è pensato che non fosse sicura per chi ha un pacemaker o un defibrillatore impiantabile. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha valutato i rischi di fare una risonanza magnetica in questi pazienti, per aiutare a capire cosa aspettarsi e come procedere in sicurezza.

Che cosa significa avere un pacemaker o un defibrillatore

Un pacemaker è un piccolo dispositivo impiantato nel corpo che aiuta a controllare il battito cardiaco quando questo è troppo lento o irregolare. Un defibrillatore impiantabile (ICD) è simile, ma può anche inviare una scarica elettrica per correggere battiti molto pericolosi.

Perché la risonanza magnetica è stata considerata rischiosa

La risonanza magnetica usa un campo magnetico molto forte per creare immagini dettagliate del corpo. Si pensava che questo campo potesse interferire con il funzionamento dei pacemaker e defibrillatori, causando problemi come:

  • malfunzionamento del dispositivo;
  • alterazioni nella batteria;
  • ritmi cardiaci anomali;
  • reset del dispositivo, cioè un riavvio che può cambiare le impostazioni.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 1500 pazienti con pacemaker o ICD non approvati ufficialmente per la risonanza magnetica. Questi pazienti hanno fatto una risonanza magnetica non toracica (cioè non al torace) con un campo magnetico di 1,5 tesla, che è una forza comune per queste macchine.

Prima e dopo la risonanza magnetica, i dispositivi sono stati controllati e programmati seguendo un protocollo preciso per garantire la sicurezza.

Risultati principali

  • Non ci sono stati casi di morte o problemi gravi come malfunzionamenti della batteria o perdita della stimolazione cardiaca.
  • Non si sono verificate aritmie pericolose durante la risonanza magnetica.
  • Un solo defibrillatore non ha potuto essere controllato dopo la risonanza, ma questo è successo perché non era stato programmato correttamente prima dell’esame.
  • Si sono osservati pochi casi di aritmie lievi (come fibrillazione o flutter atriale) che sono terminate da sole.
  • Alcuni piccoli cambiamenti nelle impostazioni del dispositivo sono stati registrati, ma senza conseguenze gravi.
  • Fare più di una risonanza magnetica non ha aumentato il rischio di problemi.

Importanza della preparazione e del controllo

Lo studio evidenzia che, con una corretta preparazione e monitoraggio, la risonanza magnetica può essere eseguita in sicurezza anche in pazienti con pacemaker o defibrillatori, purché non venga fatta al torace e si segua un protocollo specifico.

In conclusione

In questo studio, la risonanza magnetica a 1,5 tesla non ha causato guasti o problemi seri nei pazienti con pacemaker o defibrillatori, se i dispositivi sono stati controllati e programmati correttamente prima dell’esame. Questo suggerisce che, con le giuste precauzioni, la risonanza magnetica può essere una procedura sicura anche per queste persone.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefania Zannoni

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