Che cosa significa avere un pacemaker o un defibrillatore
Un pacemaker è un piccolo dispositivo impiantato nel corpo che aiuta a controllare il battito cardiaco quando questo è troppo lento o irregolare. Un defibrillatore impiantabile (ICD) è simile, ma può anche inviare una scarica elettrica per correggere battiti molto pericolosi.
Perché la risonanza magnetica è stata considerata rischiosa
La risonanza magnetica usa un campo magnetico molto forte per creare immagini dettagliate del corpo. Si pensava che questo campo potesse interferire con il funzionamento dei pacemaker e defibrillatori, causando problemi come:
- malfunzionamento del dispositivo;
- alterazioni nella batteria;
- ritmi cardiaci anomali;
- reset del dispositivo, cioè un riavvio che può cambiare le impostazioni.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto 1500 pazienti con pacemaker o ICD non approvati ufficialmente per la risonanza magnetica. Questi pazienti hanno fatto una risonanza magnetica non toracica (cioè non al torace) con un campo magnetico di 1,5 tesla, che è una forza comune per queste macchine.
Prima e dopo la risonanza magnetica, i dispositivi sono stati controllati e programmati seguendo un protocollo preciso per garantire la sicurezza.
Risultati principali
- Non ci sono stati casi di morte o problemi gravi come malfunzionamenti della batteria o perdita della stimolazione cardiaca.
- Non si sono verificate aritmie pericolose durante la risonanza magnetica.
- Un solo defibrillatore non ha potuto essere controllato dopo la risonanza, ma questo è successo perché non era stato programmato correttamente prima dell’esame.
- Si sono osservati pochi casi di aritmie lievi (come fibrillazione o flutter atriale) che sono terminate da sole.
- Alcuni piccoli cambiamenti nelle impostazioni del dispositivo sono stati registrati, ma senza conseguenze gravi.
- Fare più di una risonanza magnetica non ha aumentato il rischio di problemi.
Importanza della preparazione e del controllo
Lo studio evidenzia che, con una corretta preparazione e monitoraggio, la risonanza magnetica può essere eseguita in sicurezza anche in pazienti con pacemaker o defibrillatori, purché non venga fatta al torace e si segua un protocollo specifico.
In conclusione
In questo studio, la risonanza magnetica a 1,5 tesla non ha causato guasti o problemi seri nei pazienti con pacemaker o defibrillatori, se i dispositivi sono stati controllati e programmati correttamente prima dell’esame. Questo suggerisce che, con le giuste precauzioni, la risonanza magnetica può essere una procedura sicura anche per queste persone.