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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/10/2014 Lettura: ~3 min

Ruolo dell’idrochinidina nei pazienti asintomatici con pattern di Brugada e rischio di fibrillazione ventricolare

Fonte
Europace (2014) 16 (4): 572-577. doi: 10.1093/europace/eut279.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio importante che ha valutato la sicurezza e l'efficacia di un trattamento con idrochinidina in pazienti che hanno un particolare segno sul cuore chiamato pattern di Brugada, ma che non mostrano sintomi. Lo studio ha seguito questi pazienti per molti anni per capire il rischio di aritmie, cioè problemi nel ritmo del cuore, e come gestirlo al meglio.

Che cosa significa pattern di Brugada e inducibilità di fibrillazione ventricolare

Il pattern di Brugada è un particolare aspetto che si può vedere sull'elettrocardiogramma, un esame che registra l'attività elettrica del cuore. Questo pattern può indicare un rischio aumentato di aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari e potenzialmente pericolosi.

La fibrillazione ventricolare (FV) è un tipo grave di aritmia che può causare arresto cardiaco. L'inducibilità di FV significa che, durante uno specifico test chiamato studio elettrofisiologico (SEF), si riesce a provocare questa aritmia in modo controllato per valutare il rischio del paziente.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha coinvolto 44 pazienti, per lo più uomini, con un'età media di 47 anni, che avevano il pattern di Brugada di tipo 1 e in cui era possibile indurre la fibrillazione ventricolare durante il test SEF. Tutti erano asintomatici, cioè non avevano mai avuto sintomi legati a problemi del ritmo cardiaco.

Il trattamento con idrochinidina

I pazienti sono stati trattati con idrochinidina (HQ), un farmaco che può aiutare a prevenire le aritmie. La dose usata era di 600 mg al giorno, con un controllo dei livelli del farmaco nel sangue per mantenere una concentrazione efficace e sicura.

Durante il follow-up, che è durato in media più di 6 anni, è stato eseguito un secondo SEF per verificare se la fibrillazione ventricolare fosse ancora inducibile mentre i pazienti assumevano l'idrochinidina.

Risultati principali

  • Il 77% dei pazienti (34 su 44) non presentava più inducibilità di fibrillazione ventricolare con il farmaco. Questi pazienti hanno continuato solo la terapia con idrochinidina.
  • In questo gruppo, 4 pazienti hanno comunque ricevuto un defibrillatore impiantabile (ICD), un dispositivo che può interrompere le aritmie gravi. Solo 1 di questi ha avuto bisogno di un intervento del dispositivo.
  • I restanti 10 pazienti, che continuavano a mostrare inducibilità di fibrillazione ventricolare anche con il farmaco, hanno ricevuto un ICD. Nessuno di loro ha avuto bisogno di un intervento del dispositivo durante il follow-up di quasi 8 anni.
  • Il tasso complessivo di eventi aritmici è stato molto basso, circa l'1% all'anno, senza differenze significative tra i due gruppi.
  • Un terzo dei pazienti con ICD ha avuto complicanze legate al dispositivo impiantato.

Significato dei risultati

Questi dati mostrano che nei pazienti senza sintomi ma con pattern di Brugada e inducibilità di fibrillazione ventricolare, il rischio di eventi aritmici gravi resta basso nel tempo.

Inoltre, la persistenza dell'inducibilità di fibrillazione ventricolare durante la terapia con idrochinidina sembra avere un valore limitato nel prevedere chi avrà eventi aritmici.

In conclusione

In sintesi, questo studio suggerisce che l'idrochinidina può essere un trattamento utile e sicuro per ridurre il rischio di aritmie in pazienti asintomatici con pattern di Brugada e inducibilità di fibrillazione ventricolare. Il rischio di eventi gravi rimane basso e l'uso del defibrillatore può essere riservato a casi selezionati, considerando anche le possibili complicanze del dispositivo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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