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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/11/2014 Lettura: ~2 min

Risultati a lungo termine dell’ablazione transcatetere delle aritmie dopo correzione chirurgica del difetto interatriale

Fonte
Europace (2014) 16 (12): 1800-1807, pubblicato online il 19 maggio 2014.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un intervento chirurgico per correggere un difetto nel muro tra le due camere superiori del cuore, alcune persone possono sviluppare aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari. Questo studio ha valutato l’efficacia a lungo termine di una procedura chiamata ablazione transcatetere, usata per trattare queste aritmie in modo mirato e sicuro.

Che cosa sono le aritmie dopo la correzione del difetto interatriale

Le tachicardie atriali sono un tipo di aritmia che può comparire dopo l’intervento chirurgico per riparare il difetto del setto atriale (ASD), cioè una apertura anomala tra le due camere superiori del cuore. Queste aritmie possono causare battiti cardiaci troppo veloci o irregolari.

Come si è svolto lo studio

Lo studio ha coinvolto 46 pazienti con ASD corretto chirurgicamente che hanno sviluppato aritmie atriali. Tutti sono stati trattati presso l’Ospedale di Asti con una procedura chiamata ablazione transcatetere, che utilizza radiofrequenze per eliminare le aree del cuore responsabili dell’aritmia. Questa procedura è stata guidata da un sistema di mappaggio elettroanatomico (EAM), che aiuta a individuare con precisione le zone da trattare.

Caratteristiche dei pazienti e delle aritmie

  • Età media: 49 anni
  • 61% donne
  • Tipi di aritmie riscontrate:
    • Flutter atriale tipico (48%)
    • Flutter atriale atipico (35%)
    • Tachicardie atriali (17%)
  • 41% dei pazienti presentava anche fibrillazione atriale

Risultati della procedura

Lo studio elettrofisiologico ha mostrato che in tutti i pazienti l’aritmia era causata da un circuito elettrico anomalo nel cuore destro. In alcuni casi, questo circuito si trovava in una zona chiamata istmo cavo-tricuspidalico, mentre in altri era legato alla cicatrice dell’intervento chirurgico.

La procedura di ablazione ha avuto un successo immediato del 100%. Nel tempo, il 24% dei pazienti ha avuto una recidiva dell’aritmia:

  • 9 pazienti hanno effettuato una seconda ablazione
  • 2 pazienti una terza ablazione

Dopo questi trattamenti, l’efficacia complessiva è stata dell’87% in un follow-up medio di oltre 7 anni. Con l’aggiunta di farmaci antiaritmici, il successo è salito al 96%. Non sono state riportate complicanze legate alla procedura.

In conclusione

Nei pazienti che hanno subito la correzione chirurgica del difetto interatriale, l’ablazione transcatetere guidata da mappaggio elettroanatomico è un trattamento efficace e sicuro per le aritmie atriali che compaiono a distanza di tempo. I risultati a lungo termine mostrano un alto tasso di successo e poche recidive, offrendo un’opzione valida per migliorare la qualità della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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