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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2015 Lettura: ~2 min

Dati sulla terapia con ICD nella Sindrome di Brugada

Fonte
J Am Coll Cardiol. 2015;65(9):879-888. doi:10.1016/j.jacc.2014.12.031.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio importante sulla terapia con ICD nei pazienti con Sindrome di Brugada. L'obiettivo è aiutare a capire come funziona questa terapia e quali risultati si possono aspettare nel tempo.

Che cos'è la Sindrome di Brugada e l'ICD

La Sindrome di Brugada è una condizione del cuore che può causare problemi nel ritmo cardiaco, chiamati aritmie ventricolari. Queste aritmie possono essere pericolose, perché il cuore può battere in modo troppo veloce o irregolare.

Per proteggere i pazienti da questi problemi, si usa spesso un dispositivo chiamato ICD (Defibrillatore Cardiaco Impiantabile). Questo apparecchio controlla il battito del cuore e, se necessario, invia una scossa elettrica per riportare il cuore a un ritmo normale.

Lo studio e i suoi risultati principali

Lo studio ha coinvolto 176 pazienti con Sindrome di Brugada, seguiti per un tempo medio di circa 7 anni.

  • Durante questo periodo, il 17% dei pazienti ha avuto episodi di aritmie ventricolari spontanee, cioè senza essere provocate da fattori esterni.
  • Il 4,5% dei pazienti è deceduto.
  • Il 15,9% ha ricevuto scosse elettriche adeguate dall'ICD, cioè necessarie per fermare aritmie pericolose.
  • Il 18,7% ha ricevuto scosse inadeguate, cioè scosse non necessarie o errate.
  • Il 2,3% ha avuto uno storm elettrico, che significa più scosse in un breve periodo.
  • Il 15,9% ha avuto complicazioni legate al dispositivo o alla terapia.

Fattori che aiutano a prevedere la necessità di scosse

Lo studio ha identificato due fattori importanti che possono aiutare a capire chi ha più probabilità di ricevere scosse adeguate:

  • Una morte cardiaca improvvisa abortita, cioè un episodio grave in cui il cuore si è fermato ma è stato ripristinato in tempo.
  • L'inducibilità di aritmie ventricolari durante test specifici chiamati studi elettrofisiologici, che simulano le aritmie per vedere se si possono scatenare.

In conclusione

La terapia con ICD nei pazienti con Sindrome di Brugada è efficace nel proteggere da aritmie pericolose. Tuttavia, può comportare scosse non sempre necessarie e alcune complicazioni. Alcuni fattori medici aiutano a prevedere chi beneficerà maggiormente di questa terapia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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