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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/03/2015 Lettura: ~2 min

Minima esposizione ai raggi durante l’ablazione delle aritmie sopraventricolari

Fonte
12° Congresso Nazionale AIAC, 2015, Abstract book.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le procedure per trattare alcune aritmie cardiache possono richiedere l’uso di raggi X, che espongono pazienti e medici a radiazioni. Recenti studi hanno valutato metodi per ridurre questa esposizione, mantenendo la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

Che cosa sono le procedure elettrofisiologiche e la fluoroscopia

Le procedure elettrofisiologiche servono a diagnosticare e trattare problemi del ritmo cardiaco, come le tachicardie sopraventricolari. Tradizionalmente, per guidare gli strumenti usati durante queste procedure si utilizza la fluoroscopia, una tecnica che usa raggi X per vedere in tempo reale l’interno del corpo.

Perché ridurre l’esposizione ai raggi X

L’esposizione ai raggi X può essere significativa sia per i pazienti che per i medici che eseguono le procedure. Anche se utile, questa esposizione comporta un rischio aumentato di sviluppare problemi di salute a lungo termine, come il cancro.

Nuove tecniche per ridurre le radiazioni

Negli ultimi anni sono stati sviluppati sistemi di mappaggio tridimensionale, come il sistema EnSite-NavXTM, che permettono di vedere la posizione degli strumenti nel cuore senza usare quasi raggi X. Questi sistemi aiutano a ridurre o eliminare l’uso della fluoroscopia durante l’ablazione delle aritmie.

Lo studio NoParty: confronto tra metodi

Lo studio NoParty ha coinvolto 262 pazienti con tachicardie sopraventricolari in 6 centri italiani. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • uno trattato con minimo utilizzo della fluoroscopia (MFA, Minimal Fluoroscopic Approach), usando principalmente il sistema di mappaggio tridimensionale;
  • l’altro con il metodo tradizionale che utilizza normalmente i raggi X (ConvA, Conventional Approach).

Risultati principali

  • Il gruppo MFA ha avuto una riduzione quasi totale dell’esposizione ai raggi X (dose media quasi zero), rispetto al gruppo tradizionale.
  • Il tempo di utilizzo della fluoroscopia è stato drasticamente ridotto (da circa 14 minuti a pochi secondi).
  • Anche l’esposizione ai raggi X per gli operatori è diminuita significativamente.
  • Il successo del trattamento, sia subito dopo la procedura che nel follow-up di circa un anno, è stato simile nei due gruppi.
  • Non sono state osservate complicazioni legate alla procedura in nessuno dei due gruppi.

Benefici per la salute a lungo termine

La riduzione dell’esposizione ai raggi X si traduce in un abbassamento del 96% del rischio stimato di sviluppare e morire per cancro. Inoltre, riduce gli anni di vita persi o influenzati negativamente dalla malattia, migliorando la qualità e la durata della vita.

In conclusione

Lo studio NoParty dimostra che è possibile eseguire l’ablazione delle aritmie sopraventricolari con un uso minimo di raggi X, mantenendo la sicurezza e l’efficacia del trattamento. Questo approccio riduce significativamente i rischi legati all’esposizione alle radiazioni per pazienti e operatori, migliorando la salute a lungo termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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