Che cosa sono le procedure elettrofisiologiche e la fluoroscopia
Le procedure elettrofisiologiche servono a diagnosticare e trattare problemi del ritmo cardiaco, come le tachicardie sopraventricolari. Tradizionalmente, per guidare gli strumenti usati durante queste procedure si utilizza la fluoroscopia, una tecnica che usa raggi X per vedere in tempo reale l’interno del corpo.
Perché ridurre l’esposizione ai raggi X
L’esposizione ai raggi X può essere significativa sia per i pazienti che per i medici che eseguono le procedure. Anche se utile, questa esposizione comporta un rischio aumentato di sviluppare problemi di salute a lungo termine, come il cancro.
Nuove tecniche per ridurre le radiazioni
Negli ultimi anni sono stati sviluppati sistemi di mappaggio tridimensionale, come il sistema EnSite-NavXTM, che permettono di vedere la posizione degli strumenti nel cuore senza usare quasi raggi X. Questi sistemi aiutano a ridurre o eliminare l’uso della fluoroscopia durante l’ablazione delle aritmie.
Lo studio NoParty: confronto tra metodi
Lo studio NoParty ha coinvolto 262 pazienti con tachicardie sopraventricolari in 6 centri italiani. I pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- uno trattato con minimo utilizzo della fluoroscopia (MFA, Minimal Fluoroscopic Approach), usando principalmente il sistema di mappaggio tridimensionale;
- l’altro con il metodo tradizionale che utilizza normalmente i raggi X (ConvA, Conventional Approach).
Risultati principali
- Il gruppo MFA ha avuto una riduzione quasi totale dell’esposizione ai raggi X (dose media quasi zero), rispetto al gruppo tradizionale.
- Il tempo di utilizzo della fluoroscopia è stato drasticamente ridotto (da circa 14 minuti a pochi secondi).
- Anche l’esposizione ai raggi X per gli operatori è diminuita significativamente.
- Il successo del trattamento, sia subito dopo la procedura che nel follow-up di circa un anno, è stato simile nei due gruppi.
- Non sono state osservate complicazioni legate alla procedura in nessuno dei due gruppi.
Benefici per la salute a lungo termine
La riduzione dell’esposizione ai raggi X si traduce in un abbassamento del 96% del rischio stimato di sviluppare e morire per cancro. Inoltre, riduce gli anni di vita persi o influenzati negativamente dalla malattia, migliorando la qualità e la durata della vita.
In conclusione
Lo studio NoParty dimostra che è possibile eseguire l’ablazione delle aritmie sopraventricolari con un uso minimo di raggi X, mantenendo la sicurezza e l’efficacia del trattamento. Questo approccio riduce significativamente i rischi legati all’esposizione alle radiazioni per pazienti e operatori, migliorando la salute a lungo termine.