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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/03/2017 Lettura: ~3 min

Fibrillazione atriale nei pazienti con sindrome di Brugada

Fonte
Intervista a Leonardo Calò, Presidente PLACE, Direttore di Cardiologia Policlinico Casilino di Roma, Professore di Cardiologia dello Sport, Università degli Studi Foro Italico, Roma.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Leonardo Calò Aggiornato il 04/02/2026

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Categoria: 1176 Sezione: 49

Introduzione

La sindrome di Brugada è una condizione del cuore che può aumentare il rischio di aritmie, cioè battiti irregolari. In particolare, alcuni pazienti possono sviluppare una fibrillazione atriale, un tipo comune di aritmia. Qui spieghiamo i risultati di uno studio importante che aiuta a capire meglio come riconoscere e gestire questi casi.

Che cos'è la sindrome di Brugada e la fibrillazione atriale

La sindrome di Brugada è una malattia del cuore che può causare problemi nel modo in cui il cuore conduce gli impulsi elettrici. Questo può portare a aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari, che in alcuni casi possono essere pericolosi.

La fibrillazione atriale è un tipo di aritmia in cui gli atri, le camere superiori del cuore, battono in modo molto rapido e disorganizzato.

Lo studio e i suoi risultati principali

Uno studio ha analizzato 347 persone con sindrome di Brugada di tipo 1, la forma più comune e riconoscibile. Durante il periodo di osservazione, 32 pazienti (circa il 9%) hanno avuto episodi di fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco, eventi molto seri.

Lo studio ha trovato che un particolare segno sull'elettrocardiogramma (ECG), chiamato onda S larga e/o profonda nel derivazione D1, può indicare un rallentamento del segnale elettrico in una parte del cuore chiamata tratto d'efflusso del ventricolo destro. Questo segno è stato il miglior indicatore per identificare chi ha un rischio maggiore di eventi gravi.

Cosa significa l'onda S in D1

  • Un'onda S profonda e/o larga (più di 0.1 millivolt o più di 40 millisecondi) in D1 suggerisce un rallentamento della conduzione elettrica nel cuore.
  • Questo rallentamento può aumentare il rischio di aritmie pericolose.
  • Al contrario, l'assenza di questa onda S è un segno rassicurante, perché indica un basso rischio di eventi gravi.

Implicazioni per la gestione dei pazienti

Per i pazienti con onda S profonda in D1, può essere utile eseguire uno studio più approfondito chiamato studio elettrofisiologico con mappaggio elettroanatomico. Questo aiuta a capire meglio dove si trovano le aree del cuore con conduzione lenta.

Circa la metà dei pazienti con sindrome di Brugada tipo 1 non presenta questa onda S, e quindi potrebbe evitare procedure invasive o l'impianto di un defibrillatore, un dispositivo che aiuta a prevenire arresti cardiaci.

Ruolo dell'ablazione transcatetere

L'ablazione transcatetere è una procedura che mira a eliminare le aree del cuore dove il segnale elettrico è rallentato e può causare aritmie. Nel caso della sindrome di Brugada, questa procedura può agire sulla parte esterna del cuore (epicardio) nel tratto d'efflusso del ventricolo destro.

Questa tecnica ha una base scientifica e può ridurre il rischio di aritmie, come dimostrato da alcuni studi. Tuttavia, al momento è consigliata principalmente per i pazienti che hanno già avuto episodi gravi, come shock da defibrillatore durante il follow-up.

In conclusione

La presenza di un'onda S larga e profonda in D1 è un importante segnale che aiuta a identificare i pazienti con sindrome di Brugada a rischio più alto di aritmie pericolose. Questo permette di personalizzare meglio gli esami e le cure, evitando interventi inutili in chi ha un rischio più basso. L'ablazione transcatetere può essere utile in alcuni casi selezionati, ma serve ancora definire con precisione chi ne può beneficiare.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Leonardo Calò

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